“I bambini finiranno per strada se il Comune non interverrà…”, l’allarme di Anna Pennisi

Proseguono le proteste dell’associazione Primavera Onlus di Librino contro la chiusura del centro diurno per minori “Primavera” e dell’istituto educativo assistenziale “Mary Poppins”, che ospitano ed assistono più di trecento bambini dei quartieri di Librino, San Giorgio e San Cristoforo. Un taglio del 50% dei fondi voluto dal comune di Catania che ha generato rabbia e disperazione in moltissime famiglie disagiate. Da qui le numerose manifestazioni, come quella di questa mattina in piazza Università, a Catania, in cui erano presenti genitori, bambini, docenti, collaboratori, esponenti dell’associazione, tra cui la presidente Anna Pennisi Calogero, e sindacati come Ugl, Cgil e Fisascat Cisl. Insieme per chiedere di incontrare il sindaco Salvo Pogliese ed evitare un dramma a tantissimi bambini e lavoratori.
Da più di 30 anni Primavera Onlus fornisce assistenza, educazione e cura ai minori dei quartieri difficili della città. Tagliare il 50% dei fondi e chiudere parte della struttura significherebbe togliere lavoro a più di 60 persone ed abbandonare i bambini per strada, col rischio che vengano travolti dalla criminalità organizzata. Taglio che non si potrebbe neppure attuare visto il contratto con cui il comune, e in particolare l’assessorato alla Famiglia ed alle Politiche Sociali, si impegna a sostenere i costi dei servizi erogati dall’associazione. Si tratta di un progetto di finanza bilaterale. Questo significa che può essere modificato solo tramite un accordo tra le parti: Primavera Onlus e l’amministrazione comunale. Invece il comune sta facendo tutto da solo. Da qui le manifestazioni ed i processi in tribunale.
Ma le grida e le richieste di questa mattina, da parte di tantissime mamme e maestre, sono rimaste inascoltate. La presidente della onlus, Anna Pennisi Calogero, ha incontrato il vicesindaco di Catania, che non ha mostrato segni di collaborazione.

Ho trovato un muro – ha commentato – visto che il TAR deciderà sulla questione molto presto, il 22 ottobre, dal comune mi aspettavo quantomeno un’apertura per continuare a dare assistenza ai minori a rischio e per mantenere i livelli occupazionali. Invece non c’è collaborazione. Il contratto non può essere interrotto unilateralmente, serve un accordo tra le parti. Accordo che non c’è mai stato. Abbiamo vinto ogni processo contro il comune, esistono delle sentenze che lo obbligano a sostenere i costi dei nostri servizi e non lasciare sul lastrico dipendenti e per strada bambini. Almeno fino ad ottobre dovrebbero aiutarci, fino alla prossima decisione del tribunale. Non capisco perché continuino a negarci un nostro diritto. Siamo l’unica struttura a cui viene fatto un taglio. I genitori e le maestre sono delusi.

Primavera Onlus peraltro, durante il lockdown, si è attivata per aiutare tutte le famiglie in difficoltà economica dei quartieri disagiati e possiede strutture adeguate per il distanziamento sociale dei bambini una volta che riprenderà la scuola. Non solo. Il 15 giugno inizieranno le attività estive, che, secondo la normativa anti Covid, richiederanno un aumento del 30% del personale di assistenza e degli educatori. Alla luce di ciò appare ancora più incomprensibile il taglio voluto dal comune di Catania.