I fotografi chiedono aiuto: “Matrimoni slittati al 2021, settore bloccato”

Piazza Università, a Catania, è diventata il luogo simbolo delle proteste di chi soffre l’emergenza economica attuale e ha bisogno di aiuto. Questa mattina un gruppo nutrito di fotografi e video operatori professionisti ha manifestato per chiedere l’intervento delle istituzioni in favore della categoria, consegnando poi una lettera al sindaco Salvo Pogliese.
Questi lavoratori sono, infatti, tra i più colpiti dalla crisi. La cancellazione o lo spostamento al 2021 di matrimoni, lauree, compleanni ed altri eventi ha bloccato un intero settore. Fotografi e videomaker hanno riaperto la saracinesca della propria bottega, ma è praticamente impossibile riprendere l’attività. Resta il fatto che devono pagare gli affitti e soprattutto tasse onerose per le quali si avvicinano le scadenze. Situazione che rischia di aggravare la loro condizione e di aumentare il fenomeno del sommerso: negli ultimi due anni le partite Iva si sono ridotte da 6000 a 2000 e se molti hanno deciso di chiudere, altri hanno cominciato a lavorare in maniera abusiva, rovinando un mercato già in difficoltà. Da qui la manifestazione odierna, pacifica e composta, nella quale è stato incontrato il primo cittadino etneo.
La lettera, consegnata  a Pogliese ma indirizzata a tutti i sindaci siciliani, al presidente della Regione Musumeci e al governo  nazionale, è chiara e precisa: si chiedono la defiscalizzazione per l’anno 2020 e contributi a fondo perduto, che l’art. 25 del decreto Rilancio già prevede per altre categorie di lavoratori. In particolare è stata chiesta la riduzione delle tasse, soprattutto della Tari, per aiutare una categoria che fino al 2021 non fatturerà nulla. Richiesta accolta dal sindaco di Catania, che ha espresso massima solidarietà e si è impegnato a discuterne con l’Anci, col governo regionale e con quello nazionale.

Il nostro settore non ripartirà mentre gli altri stanno ripartendo”, ha commentato Francesco Sciacca, portavoce dei fotografi professionisti. “Nell’incertezza le coppie hanno deciso di spostare gli eventi al 2021, solo che l’80% del nostro fatturato proviene dai matrimoni. Il settore è rimasto bloccato, per questo chiediamo l’aiuto delle Istituzioni. I nostri motivi sono oggettivi e reali. Dalla regione nessun segnale perché non è stata ancora interpellata. Vedremo nei prossimi giorni con la consegna della lettera.

Richieste di aiuto di cui si farà carico il primo cittadino, portandole all’attenzione dell’Anci, della Regione e del governo Conte. “E’ una proposta di buon senso – ha commentato Pogliese – con il governo regionale avevamo già discusso del problema e mi auguro che anche Conte si riveli sensibile su questo tema. Da parte mia ci sarà il massimo impegno, discuterò con la ragioneria comunale della possibilità di ridurre la Tari per gli operatori del settore.

Poi il sindaco ha parlato ai nostri microfoni della progressiva ripresa delle attività a Catania, storcendo anche il naso su alcune scelte del governo nazionale: “Gradualmente abbiamo riaperto i mercati storici e quelli rionali, coniugando le esigenze della fase 2 con la tutela della salute pubblica. La movida? Abbiamo cercato di dare una mano a bar, pub e ristoranti con ordinanze diverse da quelle di altri comuni, ma chi non ha rispettato le norme è stato punito. Abbiamo sanzionato cinque locali per aver chiuso oltre l’una di notte. Il governo Conte? In questi mesi è mancato un confronto all’interno del Parlamento. Abbiamo registrato troppi dpcm e troppe conferenze stampa su Facebook, anticipate di 48 ore rispetto ai decreti con i disastri che tutti conosciamo. Credo che il confronto sia opportuno, ciò che la nostra amministrazione comunale ha sempre avuto con imprese e sindacati, ricevendo critiche o proposte. Se ritorneremo al voto l’anno prossimo? Non credo.