Partite Iva: finalmente qualcosa a fondo perduto…

Da ieri sul sito dell’Agenzia delle entrate è a disposizione delle imprese e delle partite Iva colpite dal lockdown e dalla crisi Covid-19 un vademecum con tutte le istruzioni per richiedere le risorse, a fondo perduto, previste dal Decreto Rilancio che rappresentano una forma di sostegno per le PMI, i lavoratori autonomi, i titolari di partita IVA e di reddito agrario a favore . Si va da un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le imprese.

A partire dal primo pomeriggio di lunedì 15 giugno e fino al 24 agosto sarà possibile inoltrare l’istanza tramite il modello telematico per la richiesta delle risorse a sostegno delle perdite subite a causa del lockdown e della crisi da Covid-19.

Con una guida dettagliata, sempre  pubblicata sul sito dall’Agenzia, vengono fornite tutte le indicazioni utili per richiedere il contributo a fondo perduto, illustrando le condizioni per usufruirne e le modalità di predisposizione e di trasmissione dell’istanza, che sono stati definiti dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020.

Chi può beneficiare del contributo. – Le imprese, partite Iva o ai titolari di reddito agrario, a patto che siano in attività alla data di presentazione dell’istanza per l’ottenimento del contributo. Sono esclusi i professionisti iscritti alle Casse degli Ordini privatizzati, gli intermediari finanziari, le società di partecipazione, gli enti pubblici e i soggetti che fruiscono del bonus professionisti e del bonus lavoratori (i 600 euro) introdotti dal Cura Italia.

Come richiedere il contributo – Per ottenere il bonus si deve compilare elettronicamente l’istanza tramite il canale telematico Entratel/Fisconline o entrando nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi. Il contribuente può avvalersi degli intermediari. Si può accedere alla procedura con le credenziali Fisconline o Entratel dell’Agenzia oppure tramite Spid o Cns (Carta nazionale dei servizi). Qui le specifiche tecniche per l’invio. E qui le istruzioni per la compilazione.

Dopo la presa in carico il sistema dell’Agenzia effettuerà dei controlli più approfonditi (per esempio il controllo di coerenza di alcuni dati, la verifica che il codice fiscale del soggetto richiedente sia effettivamente l’intestatario o cointestatario dell’Iban indicato ecc.) che possono durare anche qualche giorno.
Al termine di tali controlli, il sistema dell’Agenzia emetterà:
• in caso di esito negativo, una “ricevuta di scarto
• in caso di esito positivo, una seconda ricevuta che attesta l’ ”accoglimento” dell’istanza e l’esecuzione del mandato di pagamento del contributo sull’Iban indicato nell’istanza.

Il bonus è escluso da tassazione – sia dalle imposte sui redditi, sia dall’Irap – e non incide sul calcolo del rapporto per la deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi di reddito, compresi gli interessi passivi.