Flashmob silenzioso degli stagionali del turismo: senza lavoro né sussidi, “gridano” aiuto

I ragazzi in piazza“. Un flashmob silenzioso ma che gridava aiuto, quello che i lavoratori stagionali dell’industria del turismo e della ristorazione hanno organizzato tra i comuni di Giardini Naxos, Letojanni, Taormina e Castelmola. Fermi e immobili, così come lo Stato di fronte alla crisi che questa categoria sta dovendo affrontare a causa dell’emergenza Coronavirus ma senza alcun sostegno. La protesta si è svolta in piena sicurezza, mantenendo il distanziamento sociale durante ogni breve tappa che il gruppo di rappresentanti del settore ha pianificato: dal porto di Schisò all’Isolabella, per poi giungere alla spiaggia di Letojanni, all’iconica piazza IX Aprile di Taormina ed infine a piazza Sant’Antonio a Castelmola.

Cuochi, camerieri, personale di camera, addetti al ricevimento e tante altre figure, tutti rigorosamente in divisa ma senza proferire parola perché ad urlare era il loro silenzio assordante: erano i loro visi coperti dalle mascherine, ma soprattutto i cartelli che portavano con sé di tappa in tappa, ricordando le ragioni della loro protesta e chi purtroppo non ha avuto la forza di reagire alla crisi… togliendosi la vita. Proprio nel ricordo di queste persone, però, si è levato nell’aria il grido più forte: guardare sempre al futuro con rinnovata speranza, non smettere mai di lottare per i sacrifici fatti così come per i diritti propri e della propria famiglia. Una protesta, dunque, che non si è limitata a gridare aiuto per la situazione attuale che questa categoria si trova ad affrontare. Come ha sottolineato uno dei promotori dell’iniziativa, Francesco Tizzone, “è una battaglia per dare dignità e riconoscimento a una categoria da sempre usurpata.”

I lavoratori stagionali dell’industria del turismo e della ristorazione hanno chiesto di essere ascoltati, affinché possa essere garantito sostegno a tutti coloro che nei prossimi mesi non lavoreranno e non percepiranno alcun sussidio. Ciò che chiedono è maggiore tutela verso questa categoria, facendo leva su un maggiore rispetto dei contratti nonché su una stretta collaborazione con i datori di lavoro stessi. Di certo non aiuta la mancanza di sindacati locali, ma la crisi c’è e va affrontata nell’immediato: intere famiglie attendono non soltanto aiuti veri ma anche risposte finora mai ottenute.