Cessione Catania, Pagliara: “Bando da 1,3 milioni? Nessun problema, pronti nuovi soci…”

Sulla cessione del Catania Calcio, questa sarà verosimilmente una settimana decisiva. Il Tribunale Fallimentare etneo indirà infatti il bando d’asta per la vendita dell’asset societario e del titolo sportivo del club rossazzurro. La base d’asta imposta da Finaria sarà di 1 milione e 300 mila euro, ma il bando comprenderà anche alcune clausole economiche attivabili nel caso in cui il Catania dovesse salire in Serie B e dovesse ricevere risarcimenti per i diritti tv (come da azione civile intentata nelle scorse settimane davanti agli organi giudiziari): il nuovo acquirente, cioè, dovrebbe versare una percentuale degli introiti incassati al vecchio proprietario, cioè a Finaria.

Non solo. Nella giornata di oggi, 15 giugno, il presidente Astorina e i giocatori si riuniranno per discutere degli imminenti playoff (al via il 1° luglio). All’ordine del giorno la ripresa degli allenamenti ed il programma tamponi, a cui gli atleti dovrebbero sottoporsi tra oggi e domani. Non tutti i giocatori, però, pare che presenzieranno all’incontro: alcuni sarebbero disposti a sorvolare sulla questione pagamenti e sarebbero pronti a scendere in campo; altri invece no, come ad esempio Jacopo Furlan. Insomma, incertezze su incertezze, adesso anche per quanto riguarda l’organico che disputerebbe gli spareggi.

Su tutti questi punti, ieri sera è intervenuto a SalaStampa Fabio Pagliara, presidente della Sigi, unico soggetto al momento interessato ad acquisire il Catania Calcio. Queste le sue dichiarazioni:

Parteciperemo al bando, la Sigi è stata costituita con l’unico fine di salvare la matricola 11700 e così proveremo a fare fino alla fine. Base d’asta da 1 milione e 300 mila euro? Ci siamo fatti carico di 55 milioni di debiti, di certo 300 mila euro in più e le nuove clausole economiche non saranno un problema. Se la cifra sarà questa, saremo pronti a comprare subito. In caso contrario, avremmo bisogno di qualche giorno per riunire il Cda ed i nuovi soci. A proposito di questo, abbiamo ottenuto l’approvazione di un importantissimo advisor ed altri interventi finanziari. Se dovessimo rilevare il Catania, 4-5 soci sarebbero pronti ad entrare subito ed avremo altri sponsor (gruppi primari). In giornata avrò un altro incontro dal punto di vista di possibili fondi od altro.

Vorremmo cominciare a parlare di calcio e campionato, mettendo in piedi un programma triennale o quinquennale che porti ai risultati che vogliamo, a costruire una squadra adatta per la Serie B. Questa perdita di tempo non serve a nessuno. Bisogna cedere quanto prima per salvare il club ed oltre 200 posti di lavoro.

Se l’operazione non dovesse andare in porto? Sigi si fermerebbe perché costituita al solo scopo di acquistare il Catania 1946. Non creeremmo una società tra i Dilettanti. Sappiamo che è molto più conveniente ripartire dalla Serie D con una nuova matricola piuttosto che farsi carico di 55 milioni di euro di debiti, ma siamo spinti dall’amore verso questa squadra e la sua storia. 

Se al bando dovesse candidarsi qualcun altro? Se ha più soldi di noi e può evitare il fallimento del Catania, che ben venga. A noi interessa solo questo.

Playoff? Non partecipare per impossibilità di pagare le trasferte sarebbe stato clamoroso, una brutta figura per la città. Abbiamo anche detto che, se occorre un intervento per contribuire ai costi, noi ci siamo. Da Finaria però non abbiamo ricevuto risposta. Circa l’opportunità di farli è un altro discorso. La Lega Pro avrà avuto le sue buone ragioni.

Riguardo alla riunione di oggi tra il presidente Astorina e i giocatori, siamo curiosi di sapere come finirà. Molti ragazzi non vengono pagati da gennaio, quindi chi verserà gli stipendi nei prossimi mesi? Vorremmo anche capire come riaprirà Torre del Grifo. Il fatto che sia sanificato non vuol dire che sia tutto a posto“.