Ma al proprietario del Catania quanto interessano i tifosi, la città e la storia?

Il Catania ha deciso di partecipare ai play off della serie C.

Sarebbe una buona notizia, se nel frattempo il destino del CLUB CALCIO 1946, matricola 11700, non fosse  ancora incerto, sotto il profilo economico, e vincolato alle decisioni che dovrà assumere il Tribunale fallimentare di Catania.

E’ bene essere franchi e sgombrare il campo da equivoci ed aspettative.

Il destino della società rossoazzurra non è roseo, tutt’altro.

Da quello che si è appreso nelle ultime ore, infatti, la società cui fa capo il Catania, Finaria, aderendo alle richieste del Presidente del Tribunale di Catania, Francesco Mannino, ha predisposto e sta per depositare il bando ad evidenza pubblica per la cessione del club.

Ad occuparsene l’avvocato Salvatore Nicolosi.

Ebbene, da quello che è trapelato, sembra che oltre a delle richieste abbastanza di buon senso ( € 1.300.000 come base d’asta, con accollo di tutta la posizione debitoria attuale ), siano previste delle altre clausole che non sembrano mirare ad incoraggiare le offerte, soprattutto quella della Sigi SpA, unica finora ad essersi  fatta avanti.

Si tratta di clausole che in termini giuridici si definiscono, a quanto ci dicono, vessatorie.

Infatti, oltre a quelle relative a dei ristori economici in caso di immediata promozione in serie B e alla eventuale riscossione di somme di denaro derivanti da diritti televisivi risalenti al tempo della serie A , il bando prevederebbe delle altre clausole economiche e liberatorie (anche riguardo a Torre del Grifo) che chiunque abbia un minimo di senno si guarderebbe bene da accettare a cuor leggero.

Tutto, dunque, parrebbe fatto apposta per scoraggiare ogni potenziale acquirente, a partire proprio dal gruppo di Fabio Pagliara.

C’è da chiedersi il perché di tutto ciò.

La risposta, anche se banale, è abbastanza  semplice, pur se incomprensibile ai più.

Il proprietario non vuole vendere, punto.

Il proprietario, in sostanza per desiderio di autodistruzione, vuole che il Club Calcio Catania 1946 matricola 11700 sparisca dal mondo del calcio.

Come dicono i francesi : aprés nous, le déluge !

Al proprietario verosimilmente non interessa un bel nulla dei tifosi, della città, della storia e della tradizione.

D’altronde, se veramente gli fosse interessato, sarebbe bastato dire che cedeva la squadra a costo zero, a condizione che l’acquirente si fosse accollato i debiti ( ingenti ! ) della sua scellerata gestione degli ultimi cinque anni e che avesse dimostrato di avere le carte in regola per la rinascita.

Ed invece nulla di tutto ciò.

Solo un triste e disonorevole cupio dissolvi, un muoia Sansone con tutti i Filistei della peggior specie.

Una mancanza di rispetto per un’intera comunità, non solo quella dei tifosi, che denota un menefreghismo, un’arroganza, una totale insensibilità che non ci saremmo aspettati dal proprietario se fosse ancora quello che abbiamo conosciuto in tempi migliori.

Ma forse abbiamo conosciuto un’altra persona, oggi una persona sbagliata…