Palestre, negozi, bar, ristoranti e musei aperti ma resta chiusa l’Università: ma perchè?

Abbiamo ricevuto in redazione la lettera di Sìamo Futuro Catania e Yousu Ragusa, indirizzata al Magnifico Rettore e al Direttore Generale dell’Università degli Studi di Catania.

Abbiamo trascorso negli ultimi mesi giorni difficili, la crisi che ci ha colpito non è stata solo quella sanitaria, ma anche quella economica e culturale.

Il nostro Ateneo è riuscito a garantire, attraverso la piattaforma on line, lo svolgimento delle lezioni, degli esami e delle lauree, garantendo il diritto allo studio e all’accesso alla didattica, ma tutto ciò non può sostituire l’attività di presenza.

Ormai stiamo tornando alla normalità, con precauzione e senza sottovalutare la pericolosità e l’importanza di questo virus, fuori dai plessi universitari stanno riaprendo i negozi, i bar, i locali, gli uffici, le attività commerciali e imprenditoriali, le aule studio private.

Perché la sera si può andare in centro o al lungomare e la mattina non si può studiare in aula studio?

Catania come l’Italia è ripartita, perché non può ripartire l’università?

Perché dobbiamo tenere chiusi i luoghi della cultura e della formazione della nostra città, come la nostra Università?

Non tutti gli studenti sono nelle condizioni di poter studiare, una riapertura delle strutture universitarie, tra cui le mense e le residenze, potrebbe aiutare tantissimi colleghi.

Attraverso questa lettera ci permettiamo di condividere costruttivamente con Voi questa nostra considerazione e proposta.

Catania potrebbe essere il primo Ateneo a “sperimentare” una riapertura dei plessi universitari ai suoi studenti, adottando tutte le misure di sicurezza necessarie.

Avete chiesto a noi responsabilità e lealtà, noi Vi chiediamo fiducia, a nome della comunità studentesca. Riapriamo Unict!

SI’AMO FUTURO CATANIA: «Vogliamo vivere la nostra università!»