Ciro Femiano: “Il Catania ai playoff può anche sorprendere, la Leonzio non meritava i playout…”

Napoletano di nascita ma siciliano d’adozione, Ciro Femiano rappresenta sicuramente uno dei pezzi di storia del calcio siciliano e non solo: sia sul campo che dietro a una scrivania. Approdatto a Palermo per il servizio militare nel 1970, appese subito il fucile al chiodo, dopo la conoscenza di Carmelo del Noce, presidente della storica Cantieri Navali Palermo, che lo fece esordire nello stesso anno nella partita contro il Bagheria, partita che Femiano ricorda con tanta nostalgia, che si concluse per 2-0 grazie ad una sua doppietta, per poi perdere la promozione in Serie C contro il Siracusa, con l’ormai scomparso ”spareggio di sorte” del lancio della monetina.

Ancora a Giarre, riecheggia il nome di Femiano come colui che portò in gialloblu l’ormai famoso tecnico Giampiero Ventura (nella foto scattata a Giarre) che nella stagione 1992/93, sfiorò l’impresa Serie B o come Ciccio Colonnese poi venduto alla Cremonese per 2 miliardi di vecchie lire. Il ricordo di Femiano, è legato anche alla piazza di Acireale, che lo ha visto protagonista dal 1972 al1975, anni in cui ha anche conosciuto la moglie.

Passando in rassegna i ricordi, in un periodo storico particolare dove il calcio è rivoluzionato per forza di causa dall’epidemia di covid-19, dove molti campionati in Europa sono stati assegnati rispetto alla classifica in essere prima del fatidico lock down, come quello francese, quello belga e quello olandese, in queste settimane i campionati spagnoli e tedeschi hanno ripreso l’attività, con la grande attesa per questo week end per la ripartenza della Serie A. Abbiamo incontrato Ciro Femiano, che ci ha confermato che si sta godendo un periodo di “pausa” dal calcio: cosa ne pensa della ripresa dei campionati in Italia, al fattore economico dietro tale scelta ma soprattutto alla grande depressione delle squadre dilettantistiche, con un piccolo pensiero alla situazione societaria che affligge il Catania.

Sulla ripresa dei campionati professionistici…


“E’ chiaro che sono state fatte delle scelte mirate tenendo conto dell’indotto economico – spiega Ciro Femiano- la Lega calcio insieme al Governo ed alle 20 squadre di Serie A, hanno fatto sì che tutto riprendesse in una sorta di apparente normalità, ma è chiaro che la massima serie è stata privilegiata rispetto alla Serie B o alla Serie C, in quanto c’è un divario enorme sia a livello di ingaggi contrattuali che a livello di introiti, ma con gli stadi chiusi al pubblico non sarà lo stesso, è un calcio ovattato”

Play off in serie C tra pro e contro


“Credo sia stato ragionevole far riprendere anche il corso di campionati come quello di Serie B ed optare per disputare i play off in serie C, anche se è chiaro che tutto ciò ha favorito alcune squadre, come quelle che avevano grandi o piccoli vantaggi in vetta alla classifica, ed ha sfavorito chi invece era in lotta per la salvezza in quanto dal blocco della competizione sino alla fine della stagione regolare di C, c’erano ancora in palio 30 punti. Prendete la Leonzio: secondo me la squadra bianconera giocando avrebbe tranquillamemente ottenuto la salvezza senza passare dai playout, il ritorno di Grieco ha rigenerato l’ambiente…”.

Riusciranno le squadre dilettantistiche a superare la “crisi covid”


“Adesso sarà molto difficile per le piccole realtà professionistiche e le squadre dilettantistiche riuscire a sopravvivere. E’ chiaro che un imprenditore, che vuole investire nel calcio, sarà meno propenso rispetto ai problemi creati da questa pandemia, soprattutto se ci pensa che tra Serie D ed Eccellenza, esistono realtà che riescono a sopravvivere solo con l’incasso della domenica; l’ipotesi di riprendere a settembre senza pubblico, porterà ad una involuzione e molte realtà, grandi e piccole, credetemi, non riusciranno ad iscriversi. L’unica salvezza? Sostegno economico dalla Federazione, ma non vedo tempi brevi per questa ipotesi…”.

 

Catania e l’incertezza del calcio in città

“Sono un po’ in contro tendenza rispetto a quello che si dice sul Catania e sulla gestione Pulvirenti–Lo Monaco. Errori ne son ostati commessi, è vero. Però sicuramente la squadra, la tifoseria e la città, stanno attraversando un periodo difficile, sotto tutti i punta di vista, sia sportivi e non. Ma sono convinto che una piazza come Catania che ripeto merita la serie A, possa sicuramente rialzare la testa, una volta superato questo momento; ripeto, anche se contro corrente, ho ancora piena fiducia nell’operato del presidente Pulvirenti, insomma non vedo troppe alternative. I playoff del Catania? Qualcuno dice penalizzato dai fattori esterni? Beh, quando si scende in campo non si pensa alla crisi economica o al mancato pagamento, se si  indossa una maglia importante come quella rossazzurra, dimentichi tutto e sul terreno sputi l’anima; non è assurdo pensare a un Catania che possa anche sorprendere tutti, la cifra tecnica complessiva della squadra di Lucarelli non è da sottovalutare e lo stesso tecnico è un combattente come pochi…La cordata catanese? I nomi sono rassicuranti sotto l’aspetto tecnico, come Pellegrino, Guerini e Mauro ma se riusciranno a comprare il Catania dovranno fare uno sforzo non indifferente per far quadrare le decisioni dei numerosi imprenditori che finanziano la Sigi Spa; sulle capacità di Maurizio Pellegrino a scanso di equivoci, non ho dubbi, è competente e, soprattutto, innamorato dei colori rossazzurri, il suo è veramente un gesto d’amore grande verso il Catania…”.