Catania, rientro tutt’altro che sereno tra tamponi ed interrogatori…

Chi si aspettava che questa settimana sarebbe uscito il bando d’asta per la cessione del Catania, è rimasto a bocca asciutta. Le uniche notizie hanno riguardato la ripresa degli allenamenti della prima squadra in vista dei playoff, la riapertura totale di Torre del Grifo e l’interrogatorio della Guardia di Finanza a cui è stato sottoposto l’ex ad Pietro Lo Monaco sulla gestione del club negli ultimi anni.

Dopo la decisione del Catania di partecipare ai playoff (al via il 1° luglio), giocatori e staff tecnico hanno ripreso a pieno l’attività ad inizio settimana. Finora, come da protocollo sanitario, sono stati svolti soltanto allenamenti individuali sotto la supervisione di mister Lucarelli. Dopo i primi tamponi e test sierologici, a cui gli atleti sono stati sottoposti lunedì pomeriggio ed il cui esito è stato per tutti negativo, giovedì è stata effettuata la seconda serie di tamponi. Se anche questi andranno a buon fine, si potranno programmare le sedute collettive.

Dopo un primo momento di attrito tra tesserati e società circa la questione stipendi arretrati, pare che l’allarme sia rientrato. I giocatori assenti all’incontro col presidente Astorina per la programmazione dei playoff (lunedì 15), e cioè Furlan, Silvestri, Calapai, Esposito e Barisic, si sono presentati al centro sportivo per gli allenamenti. Segno che la società (o almeno così si immagina) abbia fornito loro le garanzie che chiedevano, ossia quantomeno gli stipendi di gennaio e febbraio. Resta ancora latitante Di Molfetta, che sul punto ha adito il Collegio arbitrale ma che non può ancora ritenersi svincolato. Insomma, l’attaccante resta in stand by.

Ma a Torre del Grifo è accaduto anche altro. Come raccolto da Sicra Press, proprio al Village la Guardia di Finanza ha convocato in settimana l’ex amministratore delegato del club Pietro Lo Monaco. Motivo? Interrogarlo sulla gestione della società negli ultimi anni e sulla pesantissima situazione debitoria. Tuttavia pare che Lo Monaco non intenda fare mea culpa. Come ha dichiarato ad Italsportpress, la situazione in cui versa oggi il Catania non è figlia degli ultimi tre anni, ma dei quattro anni precedenti al 2016. In poche parole, se i rossazzurri oggi  hanno più di 50 milioni di debiti (considerando anche quelli del centro sportivo) è a causa della gestione Cosentino. Se la Guardia di Finanza è d’accordo o meno con queste affermazioni, lo sapremo presto.

Ma i debiti non sono l’unica spada di Damocle che grava sul Catania. In attesa dell’uscita del bando d’asta per la cessione del club, pare che Finaria l’abbia appesantito ulteriormente. Oltre alla base di 1.304.000,00 euro (divisi tra le azioni del titolo sportivo di 954 mila euro ed i beni legati a Torre del Grifo di 350 mila euro), il bando conterrà anche clausole economiche in favore della holding: se il Catania dovesse salire in Serie B o ricevere il risarcimento dei diritti tv risalenti al tempo della Serie A, l’acquirente dovrà versare una percentuale degli introiti al vecchio proprietario. Non solo. Pare che Finaria abbia inserito nel bando anche una fideiussione di 9 milioni di euro come garanzia su Torre del Grifo. Resta solo da capire se il Tribunale Fallimentare di Catania riterrà opportune queste clausole e se le inserirà nel bando. Nell’attesa la Sigi si è riunita per discuterne, ma pare che non si tirerà indietro.

Inoltre non dimentichiamo che tra un mese, precisamente il 23 luglio, Finaria dovrà dimostrare ai giudici di poter portare avanti la procedura di concordato preventivo in bianco. Dovrà cioè elaborare un piano di rientro che soddisfi i creditori. Il Tribunale ha ritenuto ammissibile la richiesta della capogruppo, ma perché sia accettata in via definitiva occorrerà depositare un piano efficiente e credibile in tempo. Insomma, se qualcuno sta bluffando, tra un mese si saprà…