Pogliese padrino del caffè tra Finaria e Sigi… Ferraù: “A luglio 4 nuovi soci”

Fantascienza? No, Finaria e Sigi si sono incontrate per davvero. Il sindaco di Catania Salvo Pogliese, come emerge da un comunicato pubblicato sul suo profilo Facebook, ieri sera ha convocato le due parti in municipio per trovare un’intesa sulla cessione del club rossazzurro.
Le parti, assistite dai propri legali, hanno accettato la mediazione del primo cittadino e hanno definito i contenuti dell’offerta che entro la mattina di oggi Sigi inoltrerà a Finaria e che quest’ultima porrà a base dell’istanza di apertura della procedura competitiva (cioè il bando d’asta) dinanzi al Tribunale Fallimentare. Ovviamente l’ultima parola spetterà sempre ai giudici. All’incontro, oltre al sindaco ed ai legali, hanno partecipato l’assessore allo Sport Sergio Parisi, il presidente del Catania Gianluca Astorina e il dirigente sportivo della Sigi Maurizio Pellegrino.
Pogliese ha parlato di “intesa equilibrata e funzionale”, il che farebbe pensare ad un dietrofront di Finaria. Secondo alcune indiscrezioni, questa aveva “appesantito” la base d’asta di 1 milione e 304 mila euro con clausole economiche a suo esclusivo vantaggio: l’acquirente avrebbe dovuto versare a Finaria quasi tutti gli introiti derivanti dall’eventuale promozione in B del Catania e dal risarcimento danni per i diritti tv risalenti al tempo della Serie A. Se le clausole ci saranno o meno, si saprà tra oggi e domani, quando verosimilmente sarà pubblicato il bando.

Sulla questione cessione si è espresso ieri sera a SalaStampa Giovanni Ferraù, socio della Sigi. Queste le sue dichiarazioni:

Siamo pronti per partecipare all’asta ed eventualmente per concorrere con qualcun altro. Quando il bando sarà pubblico, stabiliremo fin dove arrivare. Tra oggi e domani dovremmo sapere qualcosa di più. Lo stesso presidente del Tribunale, il dott. Mannino, ha evidenziato la rilevanza sociale della questione, invitando le parti coinvolte ad essere più sollecite. Siamo già in ritardo per la programmazione della prossima stagione, quindi una celerità è necessaria.

Le clausole? Mi auguro che il Tribunale le rivaluti. Si pensi a quella sulla promozione in Serie B o sul risarcimento danni per i diritti tv. Non è pensabile rideterminare il prezzo del Catania in futuro.  Come non è pensabile che l’acquirente si faccia carico delle spese dei playoff o di 350 mila euro per beni legati a Torre del Grifo. Queste somme non ci scoraggeranno, ma le clausole restano bizzarre. Le persone che hanno investito nel nostro progetto o che investiranno sono imprenditori ed è normale che accettino condizioni equilibrate.

In settimana la Sigi si è riunita per fare un punto della situazione. All’incontro hanno partecipato anche nuovi soci e tutti abbiamo versato il residuo ancora dovuto, proprio per non farci trovare impreparati in caso di aggiudicazione. Con ciò abbiamo voluto dimostrare serietà e concretezza. Il primo luglio entreranno quattro nuovi soci, che hanno già versato la quota societaria minima per poi versare il resto in seguito. Arriveranno tanti altri soci e sponsor. Magari questa vendita non porterà soldi a Finaria, ma vantaggi al Catania certamente sì. I creditori sarebbero pagati e il fallimento possibilmente evitato”.