L’Inps nega la rinegoziazione degli affitti per chi non ha più reddito: “Il peggiore dei padroni di casa”

Secondo l’Inps l’emergenza Coronavirus e il periodo di lockdown non hanno causato alcuna crisi economica. La Direzione Centrale Patrimonio e Investimenti, un comparto dell’INPS che stipula e gestisce anche affitti di abitazioni, ha infatti negato la rinegoziazione del canone di locazione a chi non ha più reddito. Una situazione che ha dell’assurdo e che vede coinvolta la signora Stefania Catania, in uno, purtroppo, di tanti altri casi sparsi in tutto il territorio nazionale:

“La signora Stefania – ha raccontato Orazio Vasta, militante dell’Associazione Inquilini e Abitanti dell’USB Catania – è un’impiegata di una multinazionale di abbigliamento e ancora oggi è in attesa della cassa integrazione. Da 3 anni abita in un appartamento a Catania di proprietà dell’Inps a cui paga un canone annuo di 4.440 euro diviso in rate mensili pari a 370 euro. Dopo aver pagato, con difficoltà, il mese di marzo, la signora ha chiesto all’Inps di trovare un accordo per una rinegoziazione del canone, viste le difficoltà economiche ulteriormente aggravate dal Coronavirus e una condizione familiare che la vede sola con a carico una figlia, ma l’ente non ha mai risposto”.

A quel punto è intervenuta l’ASIA, l’Associazione Inquilini e Abitanti dell’USB che, dopo aver controllato che la situazione della signora Stefania non presentava morosità colpevoli, ha inviato un’email indirizzata al Presidente dell’INPS e al responsabile INPS della Direzione Centrale Patrimonio e Investimenti chiedendo la temporanea rinegoziazione del canone di locazione così da consentire alla signora Stefania una regolare corresponsione del canone adeguato all’attuale situazione economica. Un’email, però, che attende ancora risposta mentre l’Inps ha comunicato alla signora Stefania che non sarà possibile alcuna rinegoziazione del canone di locazione. Una situazione dunque paradossale ma su cui l’ASIA si dichiara disposta a intervenire come ha affermato Orazio Vasta: “Noi siamo pronti ad agire sia legalmente sia in forma di protesta per portare avanti una causa che coinvolge non solo la signora Stefania ma tante altre persone. Inoltre sappiamo che l’Inps ha espresso la volontà di non rinnovare più i contratti e manderà, in tempo utile, un avviso per liberare tutti gli appartamenti che successivamente saranno venduti. Chiediamo all’Inps la moratoria sugli sfratti, nonostante ad oggi restano bloccati fino al 1º settembre, per tutti coloro che versano in gravi difficoltà a causa del Coronavirus. È assurdo che l’Inps, un ente pubblico, assuma questi atteggiamenti e tratti gli inquilini come i peggiori padroni di casa”.