La pallamano siciliana riparte tra carenza di fondi e sponsor. Cardaci: “Serve maggior sostegno”

La normalità non è mai stata così vicina per lo sport siciliano, che riparte anche se con cautela. Con l’ordinanza valida a partire dal 20 giugno del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nell’isola è permesso svolgere sport di contatto, sempre nel rispetto delle misure di sicurezza e di prevenzione del contagio da Coronavirus stabilite nell’ultimo decreto dal presidente del Consiglio dei Ministri. Così, anche la pallamano siciliana si prepara a recuperare quei 3 mesi di stop che hanno costretto allenatori, atleti e preparatori atletici a mettere da parte ogni progetto rimandando tutto a data da destinarsi. Ma adesso è tempo di ricominciare, prima di tutto da un’attenta programmazione della nuova stagione sportiva con la F.I.G.H. (Federazione Italiana Giuoco Handball) che nelle ultime settimane ha emanato un nuovo vademecum: la priorità è quella di sostenere le società sportive in seguito ai gravi disagi economici che l’emergenza Coronavirus ha creato e sta ancora creando, ma  sono stati anche fissati i termini per le iscrizioni ai campionati di serie A1, A2 e ai tornei regionali di categoria. La Darwin Tech Mascalucia, infatti, ha già ultimato l’iscrizione al campionato nazionale di serie A2 maschile per la stagione 2020/2021. Il mondo della pallamano pensa dunque in prospettiva futura, a livello regionale ma anche nazionale, augurandosi di poter tornare in campo appena possibile.

Ma quale sarà il futuro della pallamano in Sicilia? Secondo Salvo Cardaci, allenatore della Darwin Tech Mascalucia (che milita nel campionato di serie A2 maschile) e coordinatore tecnico in Sicilia per conto del settore tecnico nazionale, la prossima stagione sarà interessante per le compagini siciliane. Albatro Siracusa e Handball Erice hanno infatti avuto la possibilità di essere promosse in serie A1 (avendo chiuso il campionato al primo posto) mentre in serie A2 e B saranno ancora tante le squadre siciliane a darsi battaglia. Una dimostrazione di quanto sia importante puntare sulla crescita dei giovani, capaci di regalare parecchie emozioni così come traguardi ad esempio al Mascalucia, che ha deciso di scommettere proprio su di loro. Nonostante ciò, tuttavia a livello regionale sembra che gli appassionati siano sempre meno e che il livello non sia in crescita, anzi. “Negli anni scorsi gli Enti (Regione Siciliana in primis) sostenevano molto di più lo sport – ha commentato Mister Cardaci – quindi la mancanza di sostegni economici adeguati e la cronica mancanza di sponsor ha fatto sì che lentamente, ma progressivamente, scomparissero tante realtà di pallamano (maschili e femminili) che avevano saputo ottenere anche impensabili conquiste di scudetti tricolori (vedi ad esempio l’Ortigia Siracusa tra gli uomini, la De Gasperi Enna e l’Eos Siracusa tra le donne). E poi la pallamano, e lo dice chi insegna alle medie, non è mai stato uno sport da far praticare a scuola. Tanti miei colleghi, piuttosto che la pallamano preferiscono far praticare ai propri studenti la pallavolo, la pallacanestro, l’atletica leggera e in questi ultimi anni anche il calcio a cinque.

Migliorare la situazione è di certo impresa ardua, ma non impossibile. Dando maggiore visibilità alla pallamano, sarebbe già possibile attirare qualche sponsor in più e far sì che le risorse economiche siano meno limitate di adesso. Mister Cardaci, inoltre, pensa che “qualcosa sta iniziando a muoversi, qualche sponsor inizia a ricordare anche l’esistenza della pallamano come disciplina olimpica. Gli Enti dovrebbero sostenere adeguatamente questo sport, così come fanno per gli altri sport “maggiori” e poi, soprattutto, sarebbe utile portare la pallamano a scuola con tecnici qualificati che possano affiancare le maestre (alle elementari) e i professori di scienze motorie (alle medie) per far sì che un ragazzino o una ragazzina approdi alla pallamano in età giovanile.