Giustizia: il Capo dello Stato in difficoltà, Berlusconi incastrato

Magistratura a testa bassa. Non bastavano infatti le chat di Palamara ad addensare forti dubbi sull’indipendenza della magistratura ma ci è voluto un’audio ambientale del relatore della sentenza di condanna di Berlusconi ad amplificare le difficoltà delle Capo dello Stato che sta cercando di governare la barca “giustizia” in un mare in tempesta.

Dopo le velate accuse, si tira indietro, il giudice di Cassazione che presiedeva il collegio che condannò Silvio Berlusconi per frode fiscale nel 2013, nel processo Mediaset Agrama è tirato pesantemente in ballo dal collega Amedeo Franco, morto nel 2019: Franco nel 2013 era relatore, Esposito il presidente di sezione, e quella sentenza sarebbe stata “pilotata dall’alto”.

Il Cav “incastrato”, insomma, da toghe e politica, con Esposito “pressato” perché nel frattempo suo figlio era invischiato in una storia di droga. “Falso. Mio figlio non è mai stato coinvolto in storie di droga. E io non sono stato ‘pressato’ da nessuno. Se Franco è giunto al punto di inventarsi una circostanza mia avvenuta, di fronte al soggetto che lui stesso aveva condannato, è lecito chiedersi il perché”, chiarisce Esposito rovesciando le accuse su Franco, la cui intercettazione ambientale (pubblicata dal Riformista) risale proprio al 2013, quando decise di sfogarsi e sgravarsi la coscienza per quello “schifo” proprio con Berlusconi, alla presenza di testimoni.

Ma mentre se Esposito si difende Berlusconi attacca “Fatto un torto alla democrazia rappresentativa

Il leader di Forza Italia: “Il giudice Franco era un galantuomo che volle levarsi un peso dalla coscienza, si sottomise a ciò che gli fu imposto”. In Parlamento, assicura, “una parte della maggioranza votera’ col centrodestra”

Penso che qualcuno dell’attuale maggioranza voterà con il centrodestra”. Lo afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, commentando le affermazioni di Renzi sulle parole del giudice Franco relative alla condanna del leader di Forza Italia e all’epoca senatore azzurro.

Berlusconi prosegue: “L’Europa deve sapere che in Italia, grande democrazia dell’Occidente, Paese fondatore dell’Europa, avvengono macroscopiche violazione delle regole del diritto. Svolgo un ruolo internazionale nell’interesse dell’Italia, si può immaginare facilmente il danno alla mia immagine anche in Europa da quella sentenza ingiusta. Per essere obiettivo, quasi nessuno tra i capo di governo e leader politici ha preso sul serio la mia condanna: chi mi conosce bene sa che non è credibile. Ma la mia assenza è stato un danno per i milioni di italiani che mi hanno dato fiducia; è proprio dall’Europa che io aspetto giustizia, dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, che cancellerà sicuramente la sentenza contro cui abbiamo fatto ricorso“.

Berlusconi aggiunge: “Probabilmente in Parlamento qualcuno di questa maggioranza voterà con il centrodestra. La solidarietà dei miei alleati non è mai venuta meno, prendo atto con soddisfazione che una parte della maggioranza di sinistra voglia andare fino in fondo in questa vicenda che ha danneggiato me, gli elettori di Forza Italia, e la democrazia. Quanto accaduto è un vulnus che riguarda tutti, si è fuori dalle regole della democrazia liberale

Poi prosegue: “Il giudice Franco fu un galantuomo, che volle liberarsi di un peso nella sua coscienza. Era un peso che non sopportava più. Il colloquio si svolse nella mia residenza romana, alla presenza di testimoni. Mantenni il colloquio riservato“. Per Berlusconi “Franco si sottomise a ciò che gli fu imposto“.

Sulle parole del giudice Esposito che parla di una decisione collegiale dell’organo giudicante, Berlusconi afferma: “Posso solo dire che non me ne meraviglio. È stato proprio lui assolutamente dentro tutta l’operazione e non puo’ che cercare di smentire la realtà dell’accaduto. Da lui non ci si puo’ certo attendere una crisi di coscienza”.

“Non voglio screditare la magistratura”, conclude il leader di Forza Italia, ma il nostro sistema giudiziario deve recuperare “la credibilità che molti hanno gravemente compromesso. Ho detto tante volte che la magistratura italiana puo’ contare su persone corrette e imparziali, purtroppo vi è una parte schierata ideologicamente, un gruppo di potere interno che condiziona carriere, incarichi e sentenze, come nel mio caso”.