Catania: l’era Pulvirenti si chiude con un pari beffa, ma i rossazzurri vanno solo applauditi…

Brucia, come ogni sconfitta, come ogni sogno che si infrange. Ma forse, questa volta, fa meno male delle altre. Già perché il Catania contro la Ternana ha dato l’anima. Non ha vinto con i numeri, un 1-1 che favorisce gli umbri, ma ha vinto moralmente. I rossazzurri escono dal Libero Liberati tra gli applausi, lontani ma scroscianti, della tifoseria etnea e della città di Catania. Gli applausi di 1852 sostenitori, che questa sera non hanno potuto riempire gli spalti, ma che erano lì col cuore. Sono stati proprio 1852 i tagliandi venduti nei giorni scorsi dai tifosi e per i tifosi: una raccolta fondi per pagare le trasferte del Catania, viste le difficoltà economiche della società, ma anche per dire “grazie”. “Grazie” ad una rosa che non riceve lo stipendio da gennaio, ma che ha accettato di partecipare ai playoff, che ha ripreso ad allenarsi sotto il sole cocente di questi mesi estivi, circondata da mille problemi giudiziari. Un’apocalisse, che con la vittoria sul Francavilla di martedì scorso e l’esultanza finale sotto la curva vuota, il Catania è riuscito a cancellare. Alla fine la società ha potuto farsi carico della trasferta a Terni, ma la somma raccolta dai sostenitori, quasi 10 mila euro, è stata ugualmente consegnata ai giocatori e a mister Lucarelli, che hanno ringraziato i tifosi personalmente e pubblicamente attraverso i social. Con commozione e fors’anche un po’ di stupore. Perché, come ha scritto Lucarelli sul suo profilo Facebook, questo è “calcio d’altri tempi”.
Gli etnei hanno dominato il match praticamente per 90 minuti. Lasciano Terni da sconfitti, ma tornano a Catania da vincenti. Sui social i tifosi ringraziano ancora una volta. Rinnovano la propria dichiarazione d’amore per i colori rossazzurri. “Moralmente abbiamo passato il turno”, scrivono.
Questa gara sancisce la fine dei playoff per il Catania ma anche la chiusura di un ciclo. A volte glorioso, a volte maledetto, a volte stentato. Ma pur sempre un ciclo, quello di Pulvirenti, significativo. Il 23 luglio si giocherà la partita più importante, quella in Tribunale. Quella per la salvezza dell’11700, per il prosieguo di una storia, anche se con un proprietario diverso. Quel giorno, infatti, si terrà l’udienza nella quale sarà reso noto il nome dell’acquirente del club rossazzurro. Il bando d’asta è stato pubblicato; adesso resta da scoprire se, oltre all’offerta d’acquisto della Sigi, ne arriveranno altre. Ci sarà tempo fino alle 12.00 del 22 luglio. Poi bisognerà sbrigarsi: entro il 15 luglio andranno pagati gli stipendi ai titolari di contratti con compensi annui lordi non superiori ad euro 26.644,00 ed entro il 5 agosto occorrerà iscriversi al prossimo campionato. Comunque, qualunque sarà il nome del nuovo proprietario, alle pendici dell’Etna ci si aggrappa a una speranza: che questo sogno chiamato Catania Calcio possa non avere fine.