Turismo sì, accoglienza no? Progetto Chernobyl accantonato per il 2020

C’è ancora posto per la solidarietà o, a causa dell’emergenza Coronavirus, deve fermarsi anche un progetto di risanamento fisico e psicologico per bambini orfani provenienti da Chernobyl? In estate così come nel periodo natalizio, migliaia di famiglie accolgono bambini bielorussi che necessitano di respirare aria incontaminata (per ridurre l’effetto devastante che le radiazioni del disastro nucleare ha su di loro) ma anche di percepire quell’amore incondizionato che la nostra terra ha sempre saputo dare loro. Ma con la diffusione del Covid-19 in Italia, le autorità della Repubblica di Belarus hanno sospeso il progetto di accoglienza già a partire dal 26 febbraio, lasciando dunque i bambini di Chernobyl in attesa di una sua ripresa.

Ma di fronte al positivo andamento dell’emergenza in Italia, e dopo la fine del lockdown, le associazioni che organizzano ogni anno il progetto hanno continuato a lavorare in collaborazione con le autorità italiane, per far sì che tutto potesse ripartire nel minor tempo possibile e in piena sicurezza. Con l’approvazione anche delle famiglie accoglienti che, pronte a rispettare qualunque misura necessaria a tutelare la salute di tutti, hanno ancora una volta confermato la loro disponibilità immediata. Ma nonostante il sì alla ripresa dei progetti d’accoglienza ottenuto il 25 giugno da parte del Comitato Tecnico (composto dai tre ministeri rappresentanti – Lavoro e Politiche Sociali, Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Salute), ad ostacolare la fattibilità del progetto dedicato ai bambini di Chernobyl è stata l’assenza della Bielorussia nella lista di quei paesi extra Schengen i cui cittadini, a partire dall’1 luglio, possono nuovamente entrare in Europa. Tuttavia, come dichiarato nel comunicato ufficiale, il Consiglio Europeo ha deciso di concedere a quei paesi esclusi dalla lista di poter accedere all’Unione Europea nel caso in cui si tratti di situazione di straordinaria importanza dal punto di vista sociale.

Far sì che i bambini orfani di Chernobyl possano trascorrere almeno il mese d’agosto in Italia, all’aria aperta e tra il calore delle famiglie accoglienti, sembra però non sia bastato al Comitato dei Minori per far ripartire il progetto, che per tutta l’estate rimarrà dunque bloccato. Ma perché i turisti potranno entrare e uscire liberamente dall’Italia per godere delle nostre città d’arte e spiagge, mentre i bambini provenienti dalla Bielorussia non potranno nemmeno godere di quel mese d’aria incontaminata che il progetto concede loro ogni anno? Da qui giunge l’appello delle famiglie accoglienti, che chiedono “alle Autorità italiane che vengano convocati con urgenza i rappresentanti delle associazioni e che venga aperto un tavolo tecnico per valutare, già a partire dal mese di agosto, l’arrivo dei bambini con un protocollo di sicurezza e con il rilascio di un Visto Italia che non ci vincoli così come previsto dal Consiglio Europeo. Si predispongano ulteriori linee guida di sicurezza sanitaria per le accoglienze future (ottobre e dicembre) così da far ripartire i soggiorni terapeutici e solidaristici in Italia.