Turi Amore denuncia: “La riapertura dei teatri è stata una farsa”

Il dpcm della fase tre ha permesso la riapertura dei cinema e dei teatri a partire dello scorso 15 giugno. L’attore siciliano Turi Amore, però, afferma senza paura: “Hanno permesso di riaprire, ma solo i teatri pubblici hanno le risorse per poter lavorare. Noi privati non possiamo ripartire, non sarebbe sostenibile”.

Per la stagione estiva, in base a quanto disposto dall’ultimo decreto, si potranno organizzare spettacoli all’aperto fino a un massimo di 1000 posti. Si parla quindi di ripartenza ma “per noi il lavoro andrà sempre a diminuire perché molti comuni con cui negli ultimi 10 anni abbiamo collaborato hanno dato forfait.”

Ricominciare non è quindi per niente scontano, nonostante il via libera delle autorità. “Abbiamo già pronto i programmi della nuova stagione teatrale 2020/2021, quindi per settembre/ottobre, sia quello per il teatro Metropolitan di Catania – che dovrebbe ospitare l’undicesima rassegna Antonio De Curtis in attività da ormai 11 anni- sia quello per il teatro Garibaldi di Piazza Armerina. Ma se devo parlare liberamente e dire come stanno davvero le cose, la politica non ci sta permettendo davvero di ricominciare a lavorare. Si tratta di una presa in giro a tutti gli effetti. I teatri non sono stati davvero riaperti. Come si può pensare di rimettere in moto un’attività senza alcun tipo di sostegno per quelle che sono le spese e le perdite imposte dall’applicazione delle regole? Non è pensabile.”

“Un teatro con 1700 posti- continua Amore – che può occuparne solo 200 non è in alcun modo messo nella condizione di riaprire. Servirebbero più spettacoli per rispondere alla domanda degli abbonati e quindi più spese, con più serate aumentano anche i costi di mantenimento e rispetto delle norme.  Questo sistema non ci consente quindi di riprendere le attività.”

“La mia compagnia teatrale, Il Sipario, di cui fa parte anche mia figlia, non può lavorare ora come ora e senza lavoro non abbiamo come sostenerci. Per noi il teatro non è certo un passatempo o un hobby che coltiviamo parallelamente ad altro, si tratta sì della nostra passione ma anche e soprattutto del nostro lavoro e della nostra unica fonte di guadagno. Per questo chiediamo che la politica ci venga incontro, ridefinendo quanto prima le riaperture, questa volta in maniera oculata, dei teatri. E non solo quelli pubblici.”

“Per quanto ci riguarda dobbiamo ancora recuperare anche le serate annullate dello scorso anno e siccome ci teniamo a mostrarci rispettosi nei confronti dei nostri abbonati, che ci seguono ormai da anni, prima di ogni cosa vogliamo avere modo di riprendere gli spettacoli che sono andati persi. Se lo Stato o la regione non interverranno perché ciò avvenga, per noi e per tutta la categoria di liberi professionisti che lavora nel settore, intendo farmi promotore, insieme a mia figlia, di una richiesta formale da rivolgere direttamente a Roma. Dobbiamo poter ricominciare a lavorare, per davvero questa volta.”