Spiagge libere, chi controlla distanziamento e igienizzazione?

Si ribadisce l’importanza dell’informazione e della responsabilizzazione individuale da parte degli avventori nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione. Al fine di assicurare il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone e gli interventi di pulizia e disinfezione dei servizi eventualmente presenti si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza. Anche il posizionamento degli ombrelloni dovrà rispettare le indicazioni sopra riportate.” – questo è quanto si legge “Ordinanza contingibile e urgente del 2 giugno 2020”, in riferimento alle spiagge libere.

Igiene e distanziamento sociale sono ormai le parole chiave di questo 2020 alle quali non si rinuncia neanche al mare. Lo scorso 2 giugno l’Ordinanza della Regione Sicilia ha stabilito le inderogabili linee guida per la ripartenza della stagione turistica, con la riapertura dal 6 giugno degli stabilimenti balneari.

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo un immenso mare della Plaia, che legherebbe le spiagge libere numero 1,2 e 3 della città di Catania, nelle quali è possibile constare come le linee guida non siano state rispettate del tutto e si percepisce una fretta nella riapertura, anche laddove non ci sia una preparazione adeguata per la sicurezza pubblica. 

Per fare un esempio, nella la spiaggia numero 1, nonché l’ultima aperta, non c’è un pattino di salvataggio che per norma di sicurezza dovrebbe essere posizionato sulla riva, davanti la torre di controllo del bagnino. Un altro sarebbe quello del bagno inutilizzabile, il primo giorno, mentre per quelli a seguire nessunoche si occupasse di vigilare sul rispetto delle norme igieniche, oltre a quelle di sanificazione .

Avviandosi verso l’ingresso di una delle tre spiagge si viene forniti di un modulo di “Autodichiarazione adempimenti Covid-19” nel quale un componente del nucleo familiare, o un membro del gruppo, dovrà dichiarare sotto lo propria responsabilità di non essere positivi al virus. Il modulo però è privo di efficacia, in quanto non prevede la registrazione di alcun documento d’identità.

Per quanto riguarda il distanziamento sociale, è reso taleattraverso dei paletti verticali separati fra loro – nei casi più fortunati, perché in altri si trovano ancora abbandonati sulla sabbia o addiritura sottratti – accanto ai quali gli utenti si dispongono con obrelloni e teli. Ciò che manca è un addetto alla sorveglianza, come la stessa ordinanza prefigge, per garantire il rispetto delle norme che durante la giornata vengono trasgredite dai fruitori della spiaggia che cercano di farsi spazio più vicino al mare. 

Insomma, se dal canto loro gli utenti dovrebbero essere responsabili individualmente per i propri comportamenti, un ruolo importante lo gioca anche l’autorità che dovrebbe sorvegliare e garantire la sicurezza dei cittadini.


Natalie Maida