Ma l’indice Rt maggiore di 1 cosa significa? E’ un peggioramento dei contagi da Covid19?

In quasi tutte le Regioni italiane sono stati registrati diversi nuovi casi di contagio, con un’incremento rispetto alla scorsa settimana. In Sicilia il virus non è sparito: sono infatti attualmente 18 i casi positivi riscontrati a Catania, cinque dei quali sono ricoverati al reparto di Malattie infettive del San Marco, l’unico ospedale che ospita pazienti affetti da coronavirus di tutta la provincia; sono 13 invece i casi in isolamento a casa seguiti dalle Usca (Unità territoriali Asp). Uno dei soggetti ricoverati da qualche giorno si è leggermente aggravato e i medici lo stanno trattando in semintensiva col casco Cpap per favorire la respirazione. Difficoltà per l’ufficio per l’emergenza Covid-19 coordinato dal commissario Pino Liberti che sta effettuando un processo di ricostruzione dei contattati con le persone che hanno avuto ripetuti incontri con i soggetti risultati positivi per cercare di circoscrivere il focolaio ed evitare che i casi aumentino. Al momento la situazione appare sotto controllo, ma i timori sono tanti, soprattutto per un leggero aumento dei casi.

I sanitari dell’Asp hanno già rintracciato circa una ventina di persone che sono sotto osservazione ed analisi. Il cluster relativo alla città di Catania, individuato in una famiglia di Cibali, è composto da quattro soggetti positivi: due sono ricoverati, mentre due si trovano in stato di isolamento, ma senza sintomi. Anche i due ricoverati non presentano sintomatologia preoccupante.

Il ceppo individuato a Misterbianco fa riferimento sempre a una famiglia del paese e ad alcuni amici ed è composto, invece, da sette pazienti, cinque dei quali sono componenti di un unico nucleo familiare. Uno di questi positivi è ricoverato, gli altri sono in isolamento.

Secondo il report dell’Iss e del ministero della Salute tale incremento è dovuto all’intensa attività di test e tracciabilità della catena dei contatti con molti dei nuovi positivi in isolamento domiciliare.

Oltre ai focolai – che fanno emergere una reimportazione dell’infezione – vengono segnalate alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l’origine. Si segnala in alcune Regioni o Provincie Autonome la presenza di nuovi casi di infezione importati da altra Regione e/o sempre più frequentemente da Stato Estero.

La situazione epidemiologica è dunque «estremamente fluida».

Secondo gli ultimi dati sulla diffusione del contagio da Coronavirus a livello nazionale si registra un lieve aumento dei nuovi casi con un indice di trasmissibilità nazionale (Rt) che è tornato sopra 1, allo 1.01.

Questo indica che «la trasmissione nel nostro Paese è stata sostanzialmente stazionaria nelle scorse settimane». È quanto emerge dal monitoraggio congiunto dell ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità per la settimana del 6-12 luglio.

Sono sei le regione con l’indice Rt sopra l’1. In base ai dati del monitoraggio quelle che hanno superato la soglia sono: Emilia Romagna (1,06), Lazio (1,23), Lombardia (1,14), Piemonte (1,06), Toscana (1,24) e Veneto (1,61).

Ma l’indice Rt maggiore di 1 vuol significare sempre un aggravamento dei contagi ??

Va bene non abbassare la guardia, ma dopo sei mesi nei quali i media si sono occupati della Covid-19, cerchiamo di spiegare come funziona e quali sono le reali implicazioni di Rt, a seconda del contesto. 

Se il numero di riproduzione di base (R0), indica quante persone mediamente potrebbe contagiare un singolo positivo, Rt valuta questa capacità durante tutto il periodo infettivo del singolo soggetto infetto.

Da ciò ne consegue che l’indice di trasmissione non può essere direttamente proporzionale al numero di nuovi casi, anche se può sembrare contro-intuitivo, non è detto che un suo aumento indichi necessariamente un peggioramento della situazione.

Al momento abbiamo un numero di contagi molto basso e la situazione appare stazionaria. pertanto i nuovi casi positivi stanno ad indicare, con un’alta probabilità, che la capacità di individuare un positivo è notevolmente cresciuta, risalendo ai suoi precedenti contatti con l’accuratezza delle indagini epidemiologiche che le strutture territoriali stanno affinando.

Pertanto occorre quindi prestare maggiore attenzione a un altro indice, molto più utile e rapido: quello che mostra la relazione tra tamponi eseguiti e quelli risultati positivi.

Indice tra i tamponi eseguiti e quelli risultati positivi

Si vedrà così che agiamo più tempestivamente rispetto all’inizio della pandemia, individuando precocemente i malati e scongiurando l’arrivo di nuovi pazienti in condizioni gravi negli ospedali.

Non è un cosa semplice ma la pandemia ha fatto tante vittime e le sue conseguenze si riflettono nella nostra economia. Dovremmo però sforzarci di curare anche il nostro indice di ottimismo.