F1, GP Ungheria: Mercedes di un altro pianeta, Ferrari da pianto e…doppiate

Un dominio dalla prima all’ultima curva, quello di Lewis Hamilton che ha vinto il GP d’Ungheria eguagliando Michael Schumacher per numero di vittorie ottenute su uno stesso tracciato. Per ben 8 volte, il pilota inglese della Mercedes è salito sul gradino più alto del podio all’Hungaroring, ma oggi più che mai ha dimostrato che le “frecce nere” non hanno alcun rivale. Mentre le altre monoposto in pista erano infatti alle prese con la gestione delle gomme e la pioggia imminente, al 58° giro il 6 volte campione del mondo aveva già doppiato le due Ferrari. Dietro di lui si è classificato un magnifico Max Verstappen che, partito dal settimo posto e dopo aver impattato contro le barriere nel giro di ricognizione, è riuscito a risalire in classifica con una RB16 riparata a poco più di 15 minuti dal via. A completare il podio, Valtteri Bottas, che è riuscito a salire sul terzo gradino del podio nonostante una partenza totalmente da dimenticare.

E le Ferrari? Di certo i tifosi del Cavallino non vorrebbero vedere la Rossa lottare per una sesta posizione, ma questo è ciò di cui devono accontentarsi per il momento: Sebastian Vettel non è riuscito ad andare oltre la sesta posizione, con Charles Leclerc che invece ha chiuso il GP d’Ungheria in undicesima posizione, dunque fuori dalla zona punti. Oltre che un passo gara decisamente da migliorare, a condizionare la gara dei due ferraristi è stato anche il degrado delle gomme e, nel caso del monegasco, una strategia errata. Al primo pit-stop, dopo appena 4 giri su gomma intermedia (con cui tutte le monoposto erano partite eccetto che le Haas), Leclerc rientra ai box per montare gomma soft, miscela più performante e che si scalda più velocemente. Ma la scelta non paga e già al 22° giro rientra nuovamente per montare gomma bianca, ritrovandosi in quindicesima posizione. Una gara totalmente compromessa dunque, quella di Charles Leclerc che soltanto al 33° giro riesce a chiudere il sorpasso su Lando Norris con un incrocio di traiettoria dall’esterno. Qualche giro dopo, e dopo i pit-stop di Ricciardo e Sainz, Sebastian Vettel riesce ad agguantare la quinta posizione dietro la Racing Point di Lance Stroll, mentre Charles Leclerc risale in decima posizione. Ma con gomma più fresca, al 62° giro è Carlos Sainz ad avere la meglio sul monegasco che,  ormai disarmato, non può far altro che desistere e cedere la decima posizione. A quel punto, l’obiettivo era quantomeno rimanere davanti alla Red Bull di Alex Albon ma, ad appena sette giri dal termine, Vettel va lungo in curva e cede il passo ad una RB16 nettamente più veloce.

Una reazione, seppur minima, è così arrivata dalla Scuderia Ferrari che, dopo il trittico di gare che ha dato il via a questo strano campionato di Formula 1, ha però ottenuto soltanto 27 punti che le valgono la quinta posizione. In effetti la classifica non mente, né tantomeno i due ferraristi che nel pre-gara avevano già dichiarato che la Ferrari poteva giocarsela con le due Racing Point, che le stavano già davanti dalle qualifiche del sabato. Qualcosa potrebbe però cambiare a partire dal GP di Silverstone, tra due settimane, quando altri aggiornamenti all’aerodinamica della SF1000 potrebbero arrivare assieme alla decisione della FIA in merito agli svariati reclami contro la Racing Point: a quanto sembra, avrebbe copiato dettagliatamente il progetto della Mercedes 2019 e, se così fosse, non è da escludere il coinvolgimento della scuderia tedesca.

CLASSIFICA PILOTI
1. L. Hamilton 63 punti
2. V. Bottas 58
3. M. Verstappen 33
4. L. Norris 26
5. S. Perez 22
6. A. Albon 22
7. C. Leclerc 18
8. L. Stroll 18
9. C. Sainz 15
10. S. Vettel 9
11. D. Ricciardo 8
12. P. Gasly 6
13. E. Ocon 4
14. A. Giovinazzi 2
15. K. Magnussen 1
16. D. Kvyat 1
17. K. Raikkonen 0
18. R. Grosjean 0
19. N. Latifi 0
20. G. Russell 0

CLASSIFICA COSTRUTTORI
1. Mercedes 121
2. Red Bull 55
3. McLaren 41
4. Racing Point 40
5. Ferrari 27
6. Renault 12
7. Alpha Tauri 7
8. Alfa Romeo 2
9. Haas 1
10. Williams 0