Il sindaco Salvo Pogliese condannato a 4 anni e 3 mesi

Sono stati tutti condannati, tranne Giambattista Bufardeci gli indagati del processo sulle cosiddette “spese pazze” all’Ars. Bufardeci (ex capogruppo di Grande Sud, era difeso dagli avvocati Roberto Mangano e Paolo Ezechia Reale). La sentenza è del terza sezione del tribunale di Palermo presieduto da Fabrizio La Cascia. Tra i condannati spicca il Sindaco di Catania Salvo Pogliese (4 anni e 3 mesi).

Ai tutti condannati, tranne l’onorevole Maira, sono state concesse le attenuanti generiche mentre il tribunale ha interdetto Pogliese e Maira in perpetuo dai pubblici uffici e dichiarato l’estinzione di rapporti di lavoro o di impiego nei confronti di amministrazioni o enti pubblici. Per Marrocco e Fiorenza il tribunale ha sentenziano due anni e 6 mesi di interdizione dai pubblici uffici.

Queste le condanne per peculato continuato per gli altri indigati: Cataldo Fiorenza Gruppo Misto (3 anni e 8 mesi), Giulia Adamo Pdl, gruppo Misto e Udc (3 anni e 6 mesi), Rudi Maira Udc e Pid (4 anni e 6 mesi), Livio Marrocco (Pdl e Futuro e libertà (3 anni). Prima della camera di consiglio l’avvocato Enrico Sanseverino ha chiesto un minuto di raccoglimento in memoria del pubblico ministero Laura Siani, tragicamente scomparsa, che aveva rappresentato l’accusa assieme al procuratore aggiunto Sergio Demontis.

In applicazione della legge Decreto Legislativo n.235/12 cosidetta “Severino”, il Sindaco Pogliese rischia la sospensione dalla carica ricoperta. L’attuale vice sindaco Roberto Bonaccorsi assumerà la carica di sindaco per almeno per 18 mesi.

Tra le spese contestate dall’accusa a Pogliese vi sono: 1.200 euro per la “sostituzione di varie serrature e varie maniglie per porte” in uno studio professionale di famiglia, 30 mila euro per soggiorni in albergo a Palermo, anche assieme ai familiari, cene e spese di carburante, 280 euro per la retta scolastica del figlio e 30 mila ero in assegni girati sul conto personale.

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