Sammartino riflette e rilancia: “Catania, serve una guida forte…”

Con un lunghissimo post sul suo profilo Facebookl’enfant prodige” della politica catanese Luca Sammartino “Renziano” e voce autorevole di Italia Viva, rompe gli indugi dopo qualche giorno di riflessione e rivendica in modo forte per la città una guida forte, cioè un Sindaco e non un surrogato. “La nostra città, la nona d’Italia e Città metropolitana, non può essere guidata dal vicesindaco Roberto Bonaccorsi, ex primo cittadino di Giarre“.

Ovviamente arriva sempre tramite il social Facebook della senatrice, anch’essa “Renziana” Valeria Sudano, la condivisione e la sottoscrizione di quanto postato dal compagno di partito.

Di seguito il post dell’on Luca Sammartino

A differenza di tanti che oggi parlano di sciacallaggio, non ho mai usato le vicende giudiziarie di nessuno per fare politica, non ho mai augurato che si occupassero di loro altri palazzi, né ho gioito o fatto comunicati ergendomi ad entità superiore sui tantissimi avvenimenti che hanno attraversato Catania.

Mi ritengo un garantista (non solo con i miei amici) e credo fermamente nella giustizia. I processi si fanno in tribunale e non sui giornali. Penso che la legge “Severino” sia un obbrobrio giuridico perché in contrasto con i principi costituzionali che sanciscono che si è innocenti fino al terzo grado di giudizio. Premesso questo, non posso dunque, pur sperando che la suddetta norma prima o poi venga abrogata, assecondare il clima surreale che si sta generando da quando il Sindaco di Catania è stato condannato.

La vicenda di Salvo Pogliese, a differenza della maggior parte degli episodi giudiziari, non è solo un fatto personale – del quale mi dispiace sinceramente per lui e per la sua famiglia ed umanamente ne comprendo il dolore, certamente si tutelerà nelle successive fasi di giudizio – ma anzi questo è uno dei rari casi che necessariamente deve essere affrontato anche politicamente.

Tutti coloro che, in questi giorni, hanno solidarizzato con lui chiedendogli di andare avanti, non stanno rendendo un atto d’amore per Catania. La nostra città, la nona d’Italia e Città metropolitana, non può essere guidata dal vicesindaco Roberto Bonaccorsi, ex primo cittadino di Giarre.

Bonaccorsi si è dimesso dopo i primi anni di mandato poiché non più sostenuto dalla maggioranza che lo aveva eletto. Ha predisposto due piani di rientro, uno per Catania e l’altro per Giarre, ed entrambi i Comuni sono in dissesto. Forse una domanda dobbiamo farcela tutti, ma questo è un altro discorso che va affrontato separatamente.

Come catanese penso che oggi il vero problema è che Catania non può essere commissariata per 18 mesi da un vicesindaco scelto da un accordo a tavolino tra gli alleati di Pogliese. I partiti del centro destra, che ricordo hanno votato quasi tutti in Parlamento la legge “Severino” conoscevano bene i rischi, ora non possono lasciare la nostra città in dissesto e allo sbando solo per calcoli e convenienze che nulla hanno a che fare con la storia personale del Sindaco e con la città.

Il nostro Comune viveva una grande crisi e adesso stiamo anche attraversando il periodo più difficile dal dopoguerra nel nostro Paese. Infatti, l’emergenza Covid ha determinato ulteriori problemi di ordine economico e sociale che necessitano di una guida forte ed autorevole. Non è possibile che tali problemi siano affrontati in una camera di compensazione tra le forze alleate. I nostri quartieri hanno bisogno di essere ascoltati e supportati e non potrà certamente avere questa sensibilità chi non li conosce. I cittadini, i commercianti, il terzo settore, le imprese e tutto lo strato sociale catanese hanno bisogno di essere incoraggiati in questo momento difficile.

Dunque, serve una guida forte, serve un Sindaco e non un surrogato. In questi anni di Sindacatura Pogliese nessuno può dire che abbiamo fatto un’opposizione strumentale ma anzi, ci siamo sempre stati per il bene della Città.

Adesso Sindaco Pogliese Le chiedo io di esserci per Catania, liberandola da giochini di Palazzo che possono solo ulteriormente inginocchiarla. Sono certo che Lei ama la sua città e mi auguro che comprenda che così non possiamo risollevarci ma soltanto sprofondare.