Vaccino anti Covid sostanzialmente pronto: priorità per le persone a rischio

Ogni giorno il numero dei nuovi positivi nel mondo riporta cifre importanti e quasi sempre in crescita con tutti i paesi alle prese con il contenimento della pandemia e ormai si confida per una recrudescenza dei casi nella vaccinazione di massa.

Mentre Anthony Fauci, l’immunologo voluto da Trump a capo del National Institute of Allergy and Infectious Diseases in prima linea nello studio del vaccino contro il Covid19, non ha escluso la possibilità che questo sia pronto tra ottobre e novembre indicando in una call conference con la stampa, Fauci – la possibile “sorpresa a ottobre” e ha detto che un’approvazione del vaccino è “probabile a novembre, ma è possibile possa arrivare anche prima” anche se in molti negli states attribuisco le parole di Fauci ad un spot elettorale per risollevare i sondaggi del presidente Trump che il Covid a fatto scendere in picchiata.

In parallelo nel continente europeo si procede con la sperimentazione di tanti prototipi di vaccino ma quello che fa fa sperare il mondo è anche italiano anche se tutti ne parlano come “il vaccino di Oxford”.

La rivista scientifica inglese Lancet, probabilmente la più autorevole del mondo, ha appena ribadito l’affidabilità di questo progetto, realizzato a Oxford in collaborazione con l’Irbm di Pomezia e la multinazionale biofarmaceutica svedese-britannica AstraZeneca, parlando di “una forte risposta immunitaria” nel primo campione di mille adulti sani tra i 18 e i 55 anni.

La sperimentazione dovrebbe terminare nel mese di settembre dopo lo studio su un secondo campione di diecimila volontari sani e un terzo che comprenderà anche bambini e anziani.

“Entro l’inizio del 2021 arriverà già il vaccino anti Covid,cioè del famoso vaccino di Oxford, con i primi milioni di dosi”. A sostenerlo è Piero Di Lorenzo, presidente dell’Irbm di Pomezia

Il ruolo di Pomezia viene troppo spesso dimenticato dalla stampa estera ma è stato ed è fondamentale. L’istituto Jenner dell’università di Oxford si è rivolto all’Irbm della città a una trentina di chilometri da Roma per la sua specializzazione nel trattamento degli adenovirus depotenziati come periccolosità.
“Una volta che il vaccino ChAdOx1 sarà stato validato, partirà la prima distribuzione delle dosi. Penso che i governi prima organizzeranno la vaccinazione delle categorie più a rischio”, ha dichiarato al quotidiano Libero Di Lorenzo che prevede la produzione da parte di AstraZeneca di due miliardi di dosi entro giugno 2021. L’Italia, che aveva già sottoscritto un accordo per l’approvvigionamento fino a 400 milioni di dosi per tutta la popolazione europea, dovrebbe avere una corsia preferenziale in quanto ha avuto un ruolo centrale nel suo sviluppo.

Chi avrà la priorità nella somministrazione del vaccino? Le persone che sono più a rischio di contrarre il virus e quelle in condizioni di salute critiche avranno probabilmente la priorità nella somministrazione del vaccino. Come sarà distribuito “sarà una decisione che verrà presa in sede europea”. L’obiettivo dichiarato da Astra Zeneca è quello di garantire un accesso ampio, equo e senza alcun profitto durante la fase della pandemia. Il costo per distribuirlo sarà di pochi euro, assicura la multinazionale farmaceutica.