Corruzione elettorale: per Sammartino richiesta di rinvio a giudizio

“Anche questa volta sono sereno del mio operato e dimostrerò la mia estraneità ai fatti che mi vengono contestati nelle sedi competenti. Sono fiducioso nel lavoro della magistratura a cui va il mio rispetto per la funzione che svolge all’interno delle istituzioni democratiche. Affronto con assoluta tranquillità questa vicenda”.
Sono sereno. Grazie alle memorie difensive che ho depositato già i capi di imputazione sono passati da 11 a 6. Gli altri 5 sono stati stralciati con richiesta di archiviazione. Sono certo che anche davanti al GUP emergerà chiaramente la verità e cioè l’insussistenza dei fatti contestati. Sono fiducioso nel lavoro della magistratura a cui va il mio rispetto per la funzione che svolge all’interno delle istituzioni democratiche”.

Si è affidato a questo lungo comunicato il deputato regionale di Italia Viva Luca Sammartino per commentare la richiesta di rinvio a giudizio richiesta dalla Procura della Repubblica a conclusione delle indagini condotte dal sostituto procuratore Fabio Saponara, coordinato dal Pm Fabio Regolo e da Agata Santonocito che lo vedono accusato di corruzione elettorale.

Sammartino, in particolare, è indagato “quale referente locale del Partito Democratico e candidato alla Camera dei Deputati alle elezioni per il rinnovo del Parlamento del 4 marzo 2018”.

Il deputato avrebbe promesso utilità in favore di alcuni sostenitori, “per ottenere voti in proprio favore e in favore del partito democratico e della propria compagna Valeria Sudano, candidata poi risultata eletta al Senato della Repubblica alle elezioni politiche del 2018” anche se Valeria Sudano, però, non risulta indagata.


Il Giudice per l’udienza preliminare Dott Luigi Barone, ha fissato per il 17 Settembre con inizio ore 15,00 l’udienza per il dibattimento della rinvio a giudizio per Luca Sammartino, difeso da Carmelo Peluso, per Sebastiano Anastasi, difeso da Carmelo Galati per Giuseppe Musumeci, difeso da Serena Cantale Aeo, per Giuseppe Damiano e Salvatore Capuano, difesi da Alessandro Santangelo, per Nino Rizzotto, difeso da Giuseppe Rapisarda e per Alfredo Scozzarella, difeso da Enrico Trantino.