Acireale: non bastano 6 ore d’attesa per farsi visitare al Pronto Soccorso

Giornata calda quella di sabato scorso che ha caratterizzato l’inizio del
mese di agosto raggiungendo alle ore 15 il picco dei 40 gradi. Ma a parte il caldo, la vita nei tre solarium comunali di Acireale sembrava scorrere serenamente sino alle 17,30, quando un giovane si è presentato nella postazione degli assistenti bagnanti del solarium Bora Bora della frazione di Santa Tecla chiedendo assistenza in quanto morso/punto da una medusa. Evidenti il gonfiore ed il rossore e trovandomi casualmente Al Bora Bora assieme ai volontari di servizio, mi sono attivato a spalmare i farmaci consigliati in nostra dotazione. Avendo pure l’ammoniaca ho chiesto agli assistenti bagnanti di spalmarla dopo 10 minuti dal primo intervento. Cosa dire: fortuna volle, sfortuna volle? I ragazzi non riuscivano a trovare la bottiglietta di vetro, (comprata ad inizio di stagione dal sottoscritto) contenente l’ammoniaca. Siamo in quattro ad assistere all’apertura del contenitore e appena mi accingo ad aprirne il tappo, un’esplosione ci investe tutti in faccia, sprigionando in forma gassosa tutta l’ammoniaca della bottiglietta di vetro. Momenti di grande paura e di dolore/bruciore agli occhi, in bocca e alle vie respiratorie con attimi di perdita dei sensi dovuto al bruciore al cervelletto. Con occhi chiusi con senso di vomito persistente riesco a raggiungere le doccia per far scorrere quanta più acqua possibile negli occhi e pensando che fossi solo io lo sfortunato vittima dell’incidente. Purtroppo non era così: anche il giovane che aveva chiesto soccorso per la medusa, era stato colpito in pieno volto in maniera ancora più grave agli occhi. Lo stesso ma in maniera più lieve i due assistenti bagnanti. Allertato il 118 dopo 30’ è giunta un’autoambulanza che ci ha condotti (io insieme al giovane) all’ospedale di Acireale. Per motivi che non sto a raccontare il giovane dopo pochi minuti e scortato ha lasciato il nosocomio in quanto aveva già attivato la sua organizzazione che gli aveva trovato un oculista che lo attendeva. Per me invece, dopo 6 ore 6 di attesa, seppur in codice verde e senza ricevere alcuna cura, non mi è rimasto che andare via oltre la mezzanotte, facendomi curare a Catania dal farmacista di turno di una notturna. Ma questa è un’altra storia. Sono in attesa di conoscere l’esito della visita agli occhi fatta ieri al giovane bagnante. Pur non sentendomi in ottima forma, ringrazio il Signore che mi ha permesso di raccontarla questa storia. Per l’attesa vana al Pronto Soccorso, poco da dire: quanto vale una persona che ha bisogno comunque di essere visitata? Chi coordina il Pronto Soccorso di Acireale dovrebbe porsi qualche domanda, perchè non si deve mortificare la gente in questo modo, al di là del codice d’ingresso e delle 6 ore di vana attesa…

Sandro Gaglio