Accompagnavano con la propria auto le giovani migranti a prostituirsi: fermati 7 uomini e 2 donne

Le indagini risalgono all’ottobre 2018. Avrebbero spacciato droga e fatto prostituire alcune giovani migranti del Centro di accoglienza di Capo d’Orlando (Me). E’ quanto emerge dall’indagine, denominata ‘Taxi Driver’, che prende avvio in seguito alla scoperta di un “giro” di prostituzione che ruotava attorno al centro di accoglienza per migranti di Capo d’Orlando.

L’operazione dei carabinieri ha portato stamane a complessivamente nove misure cautelari: 7 uomini e 2 donne; 5 agli arresti domiciliari e 4 obblighi di dimora, con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Ai domiciliari sono finiti Giuseppe Campisi, 65 anni, Giuseppe Vilardo, 22, Stefano Palmarino Calà, 22, Andrea Agliolo Quartalaro, 24, e Andrea Scaffidi, 32; obbligo di dimora per Cono Mangano, 32 Giuseppina Chiaia, 29, Maria Tindara Amatracia, 21 e Gaetano Calogero Cambria Zurro, 31.

Campisi in particolare avrebbe gestito l’attività delle giovani donne ospiti della struttura Sprar, accompagnandole ai vari appuntamenti e fornendo loro anche un appartamento. Inoltre in cambio di denaro e rimborsi carburante, forniva un servizio taxi con la propria autovettura a un gruppo di giovani dediti allo spaccio marijuana, hashish e cocaina, al fine di aiutarli ad eludere i controlli delle forze di polizia. Durante i controlli è stato sequestrato un chilogrammo di marijuana, nascosta in un vecchio immobile. I luoghi più battuti? Capo d’Orlando, Patti e Sant’Agata di Militello. (ANSA)