“Non voglio che la Sicilia diventi un’altra Bergamo”, l’appello a Musumeci di un imprenditore ncc

Caro Presidente, sono figlio di questa Sicilia martoriata sotto tanti aspetti, non per nostra volontà o per nostro potere. Ma oggi sono indignato nel vedere e sentire i dati del contagio da Covid19, in particolar modo nella nostra regione“. Inizia così l’appello di Salvatore Ricca, imprenditore di Taormina del settore noleggio con conducente, rivolto al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Lei che dovrebbe essere un buon padre per noi siciliani, come tutela i suoi figli? Si immedesimi nel ruolo di buon padre e prenda le dovute decisioni senza se e senza ma.
Capisco che non è facile, capisco le pressioni che avete per non bloccare il turismo e l’economia ma la priorità sono la vita e la salute dei cittadini.

Non voglio dare suggerimenti perché non ne ho le competenze ma il buon senso mi fa pensare che chi proviene da altre regioni dovrebbe restare in quarantena per 15 o 20 giorni e sottoporsi a test sierologici ed eventuale tampone.
E poi sarebbe opportuno far rispettare i decreti emessi, sensibilizzando i sindaci a farli osservare tramite l’applicazione di sanzioni.

Abbiamo bisogno di un padre amorevole che voglia bene alla sua terra, come dice spesso in apparizioni sui social, ma che non perda la sua autorevolezza per il bene dei suoi figli.
Scusi il mio sfogo ma sono veramente preoccupato per ciò che sta succedendo e non voglio che la Sicilia diventi una seconda Bergamo data la nostra situazione sanitaria.

Forse Lei non leggerà mai personalmente questo mio messaggio, ma se lo facesse gliene sarei grato. Buon lavoro e che Dio la illumini sempre.

P.S. Caro Presidente della Regione Siciliana, non dica sempre che i giovani fuggono dalla Sicilia perché non c’è futuro, altrimenti diventa ridicolo e non voglio offendere la sensibilità di voi politici che vivete nei castelli dorati.

Salvatore Ricca, imprenditore siciliano che ha scelto di investire nella sua amata terra: la Sicilia.