Covid, non si ferma la crescita in Sicilia: sono 13 i positivi senza considerare i 14 migranti

Non si ferma la crescita dei nuovi positivi in Sicilia e in Italia. I report di oggi riporta che in Sicilia il numero dei nuovi positivi al coronavirus è di ben 27 di cui 14 sono migranti sbarcati in sicilia a fronte di 2.500 circa tamponi processati . La distribuzione territoriale dei nuovi casi per provincia riporta quattordici a Ragusa e sono migranti; e, ancora, 3 sempre a Ragusa, 6 a Catania, 3 a Messina e uno a Palermo. Il numero degli attuali malati di Covid19 in Sicilia si attesta a 369.

L’azienda sanitaria provinciale di Ragusa con il comunicato stampa n.177 ha reso noto “che si è registrato un incremento, negli ultimi giorni, che ha superato i numeri delle fasi 1 e 2 dell’emergenza.

L’ultimo aggiornamento, infatti registra ben 14 casi positivi nella provincia di Ragusa con tre bengalesi, di cui uno è ancora ricoverato all’ospedale San Marco di Catania, mentre gli altri due sono in isolamento domiciliare. Tre sono i positivi nel comune di Vittoria: uno proveniente da Londra, uno dagli Stati Uniti di America e il nuovo positivo arriva dalla Bulgaria.Mentre quattro sono i positivi a Modica, la coppia di fidanzati e, a questi, si aggiungo altri due ragazzi che, con la coppia, hanno avuto contatti. Una signora albanese, rimane ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale “Maria Paternò Arezzo”, mentre il figlio è risultato negativo al tampone. Il marittimo rumeno anch’egli rimane ricoverato all’ospedale di Ibla, in Malattie Infettive.Due sono i positivi di Scicli che hanno avuto contatti con il deceduto qualche giorno fa.Infine, i migranti positivi ospiti nei due hot spot, Pozzallo e c/da Cifali sono 41. Sono stati effettuati 19608 tamponi e 19402 sono risultati negativi.

L’incremento dei positivi registrato negli ultimi giorni in Sicilia potrebbe portare a nuove misure restrittive a dirlo sono il Presidente della Regione, Nello Musumeci, che dichiara “Ho lanciato un appello 15 giorni fa, mi pare che questo appello non sia stato raccolto e quindi non escludo che ci possano essere misure ulteriormente restrittive. Nel frattempo sono stati chiusi alcuni esercizi commerciali, pensiamo nei prossimi giorni, con le forze dell’ordine, preposte a questo servizio, di chiuderne altri perchè gestori non impongono ai propri clienti il rispetto delle norme di prevenzione e di cautela“e l’assessore alla Salute, Ruggero Razza che su Facebook avverte: “Basta fare finta di nulla. Saremo costretti altrimenti a misure di contenimento. Occorre rispettare regole basilari. Altrimenti saranno resi vani gli sforzi di questi mesi“.

Anche in Italia cresce il numero di nuovi positivi che oggi 7 agosto, e di 552 positivi (dato più alto dal 28 maggio) con il Veneto con 183 nuovi casi, che sconta i dati del centro di accoglienza di Casier (Treviso). Dove, a chiusura del terzo ciclo di tamponi, su 309 persone testate (284 ospiti e 25 operatori) ne sono risultate positive 244 (233 ospiti su 284 e 11 operatori su 25): i positivi erano 137 una settimana fa.

Ma i casi crescono in tutte le Regioni dell’Italia. L’incremento giornaliero a livello nazionale è +0,22% (ieri +0,16%) le terapie intensive sono stabili (42) i nuovi casi diffusi in: Lombardia 69, Emilia Romagna (54), Abruzzo (39), Piemonte (37), Sicilia (27), Marche e Basilicata (21). Per la terza settimana consecutiva cresce il numero dei nuovi casi: dall’11 al 17 luglio 1.330; dal 18 al 24 luglio 1.627 (+22,3%); dal 25 al 31 luglio 1.949 (+19,7%) e dall’1 al 7 agosto 2.221 (+13,9%).

A livello nazionale l’età mediana dei casi è scesa a 40 anni (era oltre i 60 in primavera) e l’evidenza clinica è quella di una patologia meno aggressiva: la percentuale dei pazienti con forme severe o critiche è scesa dal 29% circa di marzo-aprile al 7% di fine luglio.

Questo per tre elementi: i nuovi focolai coinvolgono sempre meno persone anziane; aumentano i casi importati (in genere soggetti giovani); le attività di screening nelle fasce di età più basse individuano molti asintomatici fattori che nel breve periodo diminuiscono il rischio di sovraccarico dei servizi sanitari. Situazione che sembra essere sotto controllo, ma che richiede molta attenzione per evitare rialzi consistenti nelle prossime settimane.