Librino, nulla è cambiato: “Abbandonati a noi stessi nella terra di nessuno…”

Nulla è cambiato. Anzi. Librino, uno dei quartieri dalle ferite ancora aperte e mai curate. Librino, con palazzoni come alveari abitati anche da persone irregolari, agli arresti domiciliari, covo di spaccio e spacciatori. Librino, la potenziale “città satellite” che ha avuto vita breve.

Ma le persone non sono tutte uguali e nel quartiere c’è semore chi grida aiuto, ma qualcuno sente in città? Pare proprio di no.

Si parla di un’area dove vige la legge del più furbetto, di chi riesce a percepire denaro a spese di chi ne avrebbe più bisogno. Nello specifico parliamo del famoso palazzo di Cemento che accoglie “persone e persone”. Coloro che della necessità ne fanno un’opportunità di guadagno e quelli invece che invece devono sopportare e pagare per le furbizie altrui.

La legge non è uguale per tutti e lo Stato non è vicino ai quartieri di periferia. Ce lo dice un uomo (ma potrebbe esere una donna, nulla cambia…) che vive male, malissimo all’interno di questa realtà disagiante: “E’ una vita che abito a Librino, ma mai fatta mautenzione o ristruttuazione, non è mai venuto qualcuno a controllare le condizioni delle abitazioni. Il palazzo dove risiedo è pieno di crepe e addirittua entra l’acqua quando piove. Ho chiamato l’ufficio del Comune e mi sono sentito dire: ma lei l’affitto l’ha pagato? Ma la mia vita vale meno di 52€ al mese?”

Riprende fiato il sig. Caio: “Quando mi hanno assegnato la casa in quel palazzo, come sindaco c’era Scapagnini: poi c’è stato Bianco, poi Stancanelli,  poi di nuovo Bianco: ma dove sono stati? Nessuno si è occupato di Librino seriamente. Per non parlare della sporcizia che somiglia molto a quella di un campo rom. Io vedo i ragazzi che lavorano in piazza Alcalà facendo la manutenzione all’erba, tutti ligi al dovere, ma se vengono qui la musica cambia. Chi parla al telefono chi va a destra, chi va a manca. Quando vengono qui a Librino “fannu chiddu ca viri a soggira..” ed è da un sacco di tempo che non vedo passare un camion della spazzatura. Da qualche mese c’è anche dell’eternit abbandonato lì fuori e di fronte c’è il tabaccaio del presidente di circoscrizione Bonaccorsi: posso mai credere che non si sia accorto di nulla? Nessuno gliel’ha fatto presente? (…) Qui non funziona nulla. Le faccio un esempio: il postino non avvisa neanche quando arriva una raccomandata. O anche quando portano le bollette della luce/acqua, vengono lasciate in un posto comune, senza smistarle nelle varie cassette. E queste sono solo le piccole cose, ma se già queste non funzionano le lascio immaginare il resto…..”

Purtroppo pare che Librino sia un mondo a parte che ha le sue regole, le sue abitudini e devono essere queste senza possibilità di far cambiare idea. Il signor Caio ci dice essere uno dei pochi che pagano le tasse e, nonostante questo, si trova sempre a rischio di essere buttato fuori di casa per le sue segnalazioni ad ingiustizie alle quali, afferma, non si abituerà mai: “C’è  gente che ha due appartamenti in uno. Se li vendono di mano in mano. E il Comune in tutto ciò dov’è? (…) I carabinieri, la polizia, dovrebbero essere presenti. Servirebbero più controlli, ma intendo anche a casa, perché questa è terra di nessuno. Io non ho paura, posso dimostrare di essere totalmente in regola con tutti i pagamenti. Non voglio essere premiato ma voglio essere tutelato. Quando dicono che lo Stato è vicino, mi verrebbe da chiedere: ma vicino a chi? Bisogna essere malviventi per ricevere un po’ di rispetto?”

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza il sign. Caio afferma di essere “Contrario al reddito di cittadinanza, perché dovrebbe essere usato per i beni di prima necessità, ma in realtà non è così. Ci sono persone che avrebbero davvero bisogno ma che non possono percepirlo e vengono giustamente controllati dall’Agenzia delle entrate, mentre chi effettivamente potrebbe farne anche a meno, non viene  controllato: la legge deve essere uguale per tutti. È giusto percepire un reddito in caso di necessità, ma devi anche trovare un lavoro. Inoltre dicevano che dal reddito di cittadinanza sarebbero state escluse le persone che non avevano precedenti penali e invece nel mio palazzo la maggior parte delle persone che lo percepiscono hanno delle condanne e qualcuno è invece agli arresti domiciliari; oppure sono proprietari di più appartamenti. Allora non è vero che la legge è uguale per tutti. Io non posso percepirlo, perché per legge non ci rientro e non me ne faccio un cruccio, ma la cosa che mi infastidisce è che c’è gente che fa carte false per ottenerlo: in Italia fatta la legge trovato l’inganno”.

Fortemente amareggiato si dice abbandonato dallo Stato, che non fa nulla per aiutare i cittadini appartenenti a fasce di età più alte: in una condizione di così grande precarietà il sig. Caio si trova impossibilitato a trovare lavoro per la sua età “Le agenzie interinali? Io me le sono girate tutte, tutte indistantamente: mi hanno detto che cercano giovani e che per la mia età non c’è nulla. In un futuro immaginario sicuramente non mi vedevo disoccupato alla mia età in un disastro dove abito. Purtroppo la vita ci offre delle belle e brutte sorprese. Il lavoro manca e devo rimanere in questa situazione e adattarmi, non c’è molto da poter cambiare. Pago poco d’affitto e quindi anche se non mi piace starci, devo accettare questo sistema sbagliato”.

IMG-20200807-WA0008

Se si sente di dar fiducia al nuovo Governo, risponde: “Ma mi scusi, come dovrebbero sistemare la situazione, regalando soldi? Io ad esempio il reddito di cittadinanza non l’avrei dato al cittadino, avrei aiutato le aziende al fine di incentivare l’occupazione. Creare un bonus per monopattino o bicicletta per cosa? Che me ne faccio io di questi mezzi? Troppi soldi per niente. Non erano meglio dare degli incentivi alle aziende in modo tale da aumentare i posti di lavoro? E poi siamo sempre lì: la legge è dei furbetti. Ad esempio gli stessi 500 € del bonus cultura: lei crede che i ragazzi di quartiere vadano al museo? Ci sono problemi più importanti da risolvere. C’è stato uno spreco di soldi, che invece dovevano essere distribuiti in maniera mirata ed organizzata.”

L’appello finale che il sig. Caio si sente di fare? Eccolo: “Fatevi vedere: venite, guardate e costatate. Se è necessario venite con la scorta, sindaco o vicesindaco o chiunque esso sia ma dovete vedere con i vostri occhi che realtà c’è da queste parti. Perché le mie segnalazioni non sono bastate a ricevere risposte. Ripeto, qui non funziona nulla.”IMG-20200807-WA0006

Queste sono le lamentele del signor Caio portavoce di molti altri signori Caio che devono attenersi senza tutela a queste tristi e trascurate realtà.

Natalie Maida