Truffa e falso: indagate 11 persone “legate“ all’Atletico Catania…

Dopo aver svolto accurate e complesse indagini di una vicenda dalle fosche tinte i Pubblici Ministeri Marco Bisogni e Magda Guarnaccia hanno notificato agli indagati, Santino Lo Presti, Mirko Stefio, Gianluca Salvatore Barbagallo, Erasmo Vecchio, Francesco Vincenzo Paradiso, Hamid Reza Jafarpuor, Carmelo Massimiliano Torre, Giancarlo Travagin, Vincenzo Drago,Domenico Gagliano,Barbagallo Arturo Antonio Giuseppe, la conclusione delle indagini preliminari non ritenendo di formulare la richiesta di archiviazione.

Dalla notifica delle conclusione indagini decorrono i termini del diritto alla difesa nei quali gli indagati avranno modo di dimostrare la propria totale estraneità alle ipotesi d’accusa sostenute dalla Procura della Repubblica di Catania.

Un’inchiesta complessa in cui si intrecciano interessi sportivi che sembrerebbero essere sfociati in una truffa nella quale la parte lesa, da cui è scaturita la denuncia cioè l’ex presidente Giancarlo Travagin, difeso dall’avvocato Claudia Maria Russo, si ritrova anch’esso indagato per aver consegnato degli assegni falsamente riempiti allo scopo di ottenere delle prestazioni lavorative senza effettiva retribuzione.

Nell’inchiesta si ritrovano coinvolti diversi indagati eccellenti tra i quali un noto architetto impegnato anche politicamente, un’avvocato, un direttore di una agenzia di un noto istituto di credito, alcuni imprenditori e noti personaggi del mondo sportivo.

Da quanto la redazione è riuscita a ricostruire della nebulosa vicenda un imprenditore settentrionale Giancarlo Travagin appassionato di calcio insieme ad altri investitori aveva deciso di acquisire la Societa di Calcio Atletico Catania.

Il presidente Travagin era stato estromesso dalla piena operatività grazie a presunti falsi verbali assembleari allo scopo di far figurare altri quali amministratori e dirigenti dell’Usd Atletico Catania e gestire gli interessi della squadra e il conto corrente.

Per farla breve alcuni personaggi “poco raccomandabili” avrebbero presero di mira degli sprovveduti imprenditori “ polentoni “ e con una serie di raggiri, sono riusciti a truffargli una cifra consistente.

Dagli atti di conclusione indagine Mirko Stefio, Gianluca Barbagallo, Erasmo Vecchio e Francesco Paradiso sono indagati, ai sensi degli artt. 476,479, 640,81,110 del codice penale, per il reato di concorso in falso e truffa “allo scopo di figurare quali amministratori e dirigenti dell’Usd Atletico Catania” e gestire “gli interessi della squadra”. Gli indagati, a vario titolo, si sarebbero accreditati all’Agenzia delle Entrate per operare sul conto corrente aperto da Giancarlo Travagin alla Credem, “redigendo” un “falso verbale” dell’assemblea dell’Atletico Catania. Per Mirko Stefio la procura contesta anche il reato di diffamazione per aver pubblicato su un magazine online un’articolo che offendeva l’onore e la reputazione del Travagin. Sempre a Stefio, Barbagallo e Paradiso la procura contesta di aver predisposto un “falso verbale” dell’assemblea dell’atletico Catania, nominando illegittimamente come presidente Mirko Stefio”. Inoltre c’è un capo d’indagine per un altro “falso verbale” che avrebbe portato alla nomina di Vincenzo Drago.

Tra gli indagati la procura contesta, ai sensi degli art 110 e 646 del codice penale, a Carmelo Massimiliano Torre direttore della filiale Credem di via Crispi, che è accusato in concorso con Vincenzo Drago, il reato di appropriazione indebita per essersi appropriati della somma di 63.000,00 euro, “che erano stati personalmente versati da Travagin quale legittimo presidente dell’Atletito Catania” .

Tra gli indagati spicca un’altra figura eccellente del mondo calcistico siciliano , cioè Santino Lo Presti indagato per abuso d’ufficio, in quanto nella qualità di presidente del comitato regionale della FIGC, L.N.D Sicilia, con più azioni del medesimo disegno criminoso pur consapevole dell’illegittimità delle delibere assembleari dell’Atletico Catania, in contrasto con i provvedimenti emessi dal tribunale federale sportivo autorizzava la illegittima compagine sociale a continuare a disputare le partite del campionato in corso benchè la squadra fosse stata formalmente ritirata dal campionato con un provvedimento legittimamente emesso dal Presidente Travagin.

Tra le altre accuse a Lo Presti si contesta, ai sensi degli artt.323 e 81 del codice penale, di aver attribuito a Stefio e Drago le credenziali per accedere al portale della squadra, e avrebbe consentito a “soggetti non legittimati” di gestire “il titolo sportivo dell’Atletico del valore di 150mila euro” .

Ora bisogna attendere le memorie difensive degli indagati e le valutazioni conseguenziali della Procura della Repubblica che saranno sottoposte all’ufficio del Giudice Indagini Preliminari.