Sparatoria di Librino: morti un 29enne e un 48enne

E’ stata una lunga notte, quella trascorsa, per gli inquirenti che stanno svolgendo le indagini che sono state affidate al sostituto procuratore della Dda Alessandro Sorrentino e coordinate dall’aggiunto Ignazio Fonzo, che dirige il pool di magistrato che si occupa di diversi clan etnei, compresi i gruppi Cappello e Bonaccorsi che gestiscono diverse ‘piazze di spaccio’ a Catania.

Nelle immediatezza sono stati avviati tanti accertamenti e interrogatori condotti dai carabinieri del Reparto operativo di Catania che hanno ricevuto delega d’indagine sulla sparatoria avvenuta ieri nel popoloso rione Librino in cui sono morte due persone e altre quattro sono rimaste ferite.

Le vittime si chiamavano Luciano D’Alessandro, di 48 anni, e Vincenzo Scalia di 29 detto “Enzo negativa” amico del cantante neomelodico Niko Pandetta nipote del boss Turi Cappello detenuto al 41 bis, che gli ha dedicato con un post su Facebook nelle immediatezza del fatto un messaggio di cordoglio e sgomento “Riposa in pace vita mia, non mi poteva arrivare notizia più brutta. Ancora non ci credo angelo”. Mentre con un’altro post di qualche ora fa gli ha dedicato un brano “Anteprima x mio fratello Enzo riposa in pace. Mi dicevi sempre quando mi scrivi una canzone. Non volevo farlo per la tua morte. Adesso sari il mio angelo custode per tutta la vita ti amo fratellino”.

I feriti sono C. M. S, di 26 anni, A. C. B., di 31, L.  G., di 56, e R. P., di 40 anni.

Le indagini, che puntano sulla criminalità organizzata e in particolare sul ricco mercato della droga, e su questo segmento di mercato criminale che si stano concentrando gli inquirenti per arrivare alla pista per fare chiarezza sia sul movente che sulla dinamica dell’accaduto. È stato uno scontro a fuoco o un agguato?

La Procura sta lavorando per ricostruire ogni particolare, partendo dalla scena del crimine che hanno trovato al loro arrivo al viale Grimaldi 18.

Nulla si sta trascurando neanche il riaffiorare di passati contrasti sorti per la gestione, eventuale, di piazze di spaccio oppure si tratta di semplici rivalità personali degenerate in uno scontro a fuoco.

Gli investigatori non escludono che i feriti sarebbero più di quattro in quanto ci sarebbero anche delle tracce di sangue trovate in un’area sottostante e adiacente a quella dove è avvenuta la sparatoria. Si aspettano gli esiti dei riscontri sierologici per avere certezza che queste siano riconducibili ad altri soggetto anch’essi coinvolti nella sparatoria, i quali sarebbero probabilmente fuggiti per non incorrere in problemi con la giustizia.

Tra gli elementi al vaglio dei carabinieri del comando provinciale di Catania e la Dda etnea anche il ferimento a un polpaccio con un colpo di arma mattina di un giovane che ieri mattina è stato medicato in un pronto soccorso del capoluogo: gli investigatori stanno cercando di capire se esista un collegamento tra il ‘gambizzato’ e la sparatoria di Librino.