Marzo 2020: chi del Governo disse no alla zona rossa?

Il comitato tecnico scientifico aveva proposto al governo di estendere la Zona Rossa ad Alzano e Nembro.

Ma l’ordine non fu dato e capire cosa sia successo e perchè siano state prese certe decisioni piuttosto che altre è fondamentale ed è un diritto di tutti i cittadini italiani.

Era il 3 marzo scorso, quando il Comitato tecnico scientifico nazionale proponeva “di adottare le opportune misure restrittive già adottate nei comuni della zona rossa anche in questi due Comuni al fine di limitare la diffusione dell’infezione nelle aree contigue”.

I due comuni citati nel verbale pubblicato integralmente dall”Eco di Bergamo’,  sono Alzano Lombardo e Nembro.

La proposta era rivolta al governo, dopo la crescita impetuosa dei nuovi positivi che erano stati comunicati dalla Regione Lombardia all’Istituto Superiore della Sanità.

Due giorni dopo, le cronaca riportano la arrivò  in provincia di Bergamo di 250 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, pronti a ‘sigillare’ i confini dei due Comuni della Valseriana sigilli che però non furono applicati. 

“Ciascuno dei due paesi – si legge ancora nel verbale – ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molta probabilità ascrivibili ad un’unica catena di trasmissione. Ne risulta pertanto che l’R0 (indice di contagio, ndr) è sicuramente superiore a 1, il che costituisce un indicatore di alto rischio di un’ ulteriore diffusione del contagio”. Dopo avere esposto queste considerazioni, il ‘suggerimento’ degli esperti di adottare a Nembro e Alzano la ‘zona rossa’ già istituita nel Lodigiano.

Ed è proprio su questa mancata decisione che la procura di Bergamo sta indagando per capire di chi siano le responsabilità e soprattutto se il rinvio di questa decisione e la perdita di ore preziose per gli abitanti di quelle zone possano essere state decisive nell’esplosione dell’epidemia senza controllo in tutta la zona che ha portato a migliaia di morti.