Altri 11 milioni alla Tunisia: indignati ma non rassegnati…

di Alfio Franco Vinci

Da ieri, ma non solo, molti si chiedono che senso ha sbloccare un finanziamento di 11 milioni alla Tunisia  da impiegare in progetti di controllo delle frontiere, oltre ai 50 già elargiti per l’emergenza COVID,di cui è stata oscurata la notizia dal sito dell’Ambasciata italiana a Tunisi, se non vi è un impegno formale e dettagliato ad adempiere.
A fronte di questo nuovo finanziamento ,di cui beneficerà uno dei principali Paesi di partenza dei migranti economici,clandestini, potenzialmente infetti,che l’Italia continua a spacciare per naufraghi,i nostri ministri “competenti” , interno ed Esteri, si limitano a “ chiedere “ maggiore attenzione alle partenze.
Nell’estate 2020 il numero degli sbarchi, oltre 16.000, è stato il quadruplo di quelli del 2019;di
Questi,oltre 8.000 provengono dalla Tunisia, in maggioranza giovani alla ricerca di un miglioramento socio economico: cioè migranti economici; non rifugiati, non profughi, non naufraghi.
A fronte di una tale situazione continuiamo a sganciare moneta e a “chiedere maggiori controlli “, invece di dire: “ o tutto ciò finisce, così come il sequestro dei nostri pescherecci, o chiudiamo per sempre il rubinetto degli aiuti economici”.
Molti amici si chiedono cosa abbiamo fatto di male per meritarci un simile non Governo; ed è giusto chiederselo perché, al di là degli incarichi conferiti, se in Parlamento il Governo ha e continua ad avere i numeri,non dimentichiamoci che quei deputati li abbiamo eletti, magari fidando in irrealizzabili promesse, ma li abbiamo eletti.
E allora credo che sia giusto riflettere su un’antica triste massima:”ogni Popolo ha il Governo che si merita “e analizzare la situazione dal punto di vista del rapporto Eletti/Elettori.
Fino alla fine degli ‘70, pur con i “ vizi” classici dei politici,abbiamo avuto Parlamentari e Governanti, certamente di qualità e competenza superiore a quelli di oggi;più professionali,più scolarizzati ,più attenti agli interessi nazionali, pur senza “dimenticare i propri “, e rispettosi e rispettati nei rapporti internazionali.
Il corpo elettorale, tanto per intenderci, aveva quanto meno studiato educazione civica e discendeva dalla generazione che aveva ridato la libertà e la democrazia all’Italia.
Da quando si è intrapreso il percorso della analfabetizzazione del corpo elettorale, a cominciare dalla eliminazione dello studio obbligatorio della educazione civica,siamo andati sempre peggio, affidandoci agli affabulatori,ai buffoni o agli sguaiati urlatori di turno.
La nostra generazione, l’ultima che ha memoria vissuta di quanto racconto, non ha più la forza per ribellarsi,  e innescare un  processo di cambiamento radicale, ed è costretta ad aspettare di poter votare.
Nel frattempo: “IDIGNARSI” senza RASSEGNARSI.