Si toglie la vita in carcere l’uomo che aveva strangolato la moglie

Non ha resistito al rimorso di averne provocato la morte durante un litigio avvenuto tre giorni fa nelle scale del palazzo in cui vivevano a Caltagirone in via Pietro Mascagni e verso le venti di ieri è stato trovato privo di vita dal personale della polizia penitenziare nella cella in cui era detenuto Giuseppe Randazzo di anni 50.

Era da tre giorni recluso presso la casa circondariale Noce di Caltagirone in quanto accusato di aver ammazzato la moglie Catya Di Stefano che aveva deciso da qualche tempo di avviare la separazione dal marito. Proprio ieri il gip di Caltagirone aveva convalidato il suo arresto ed emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Anche se vige il massimo riserbò in merito all’accaduto la tesi più accreditata è il suicidio, l’uomo sarebbe stato trovato impiccato, in quanto si premuse che non abbia rettò al macigno del rimorso che al tormento del delitto compiuto. Randazzo, noto in città per la professione di ceramista, voleva riallacciare la relazione ma la moglie era determinata ad andare avanti nella separazione e l’ennesimo tentativo di riappacificazione si era tramutato in tragedia in special modo per i due figli della coppia che si ritrovano loro malgrado vittime di una storia dai contorni incredibili.

Sulla morte dell’uomo ha aperto un’inchiesta la Procura di Caltagirone.