Che forza Draghi: “Pensiamo alle prossime elezioni? No, alle future generazioni”

di Alfio Franco Vinci

Ho ascoltato con attenzione ed ho letto con grande scrupolo il discorso che Mario Draghi ha tenuto ieri al meeting di Rimini.
Ho provato una tensione positiva che avevo dimenticato da anni.
Mario Draghi, con il solito incedere incalzante e al contempo cadenzato, quasi senza darlo a vedere, ha di fatto dettato l’agenda delle cose che serve fare, OGGI.
La tensione è nata quando ci ha richiamati al senso di responsabilità di dover pensare non alle prossime elezioni, ma alle prossime generazioni.
Un pensiero antico, per distinguere uno statista da un politicante,elaborato da James Freeman Clark, teologo e autore statunitense già alla fine del 1800;
Poi ripreso da Winston Churcill negli anni ‘40 del secolo scorso, e consegnato a noi da Alcide De Gasperi nel 1954.
Una tensione positiva che credo abbia toccato molti;
Un concetto che non sentivamo da quasi settant’anni, e che suona come una chiamata a raccolta di quanti hanno a cuore le sorti del nostro Paese, e detengono competenze e volontà per affrontare gli attuali problemi che, purtroppo, riverbereranno  con le soluzioni non sempre opportune trovate, sulle future generazioni.
Ci siamo,e continueremo, ad indebitarci senza riflettere che ,se il debito non è produttivo e sostenibile , diventa un macigno che ci porterà poi a fondo.
Credo che non a caso abbia citato Keynes oltre a De Gasperi, due possibili validissimi esempi cui guardare,del tutto ignorati dagli attuali politicanti.
Se non avesse concluso il suo intervento proponendo e prevedendo la nascita di un Ministero del Tesoro Europeo, con poteri sovranazionali, per il quale è il candidato ideale, sarebbe stato uno splendido avvio di “campagna elettorale” per un radicale cambio di passo, di cui abbiamo un disperato un disperato bisogno.
Dobbiamo infatti passare il più velocemente possibile da chi racconta le cose (irrealizzabili)che vorrebbe fare, a chi, prima fa le cose che bisogna fare OGGI, e poi ce le racconta.
Staremo a vedere gli sviluppi della situazione, credo fra non molto, considerate anche le esternazioni del Capo della Polizia Gabrielli ieri alla Versiliana.
Continuo ad essere indignato ma, oggi  rispetto a ieri, un po’ meno rassegnato.