Consorzi di Bonifica, il Sifus sollecita la Regione all’attivazione dei tre punti concordati in cabina di regia

«Come ogni anno si registra il solito copione, già visto e rivisto. In primavera le promesse di una riverginazione dei Consorzi di Bonifica lascia ben sperare in un ipotetico futuro per i lavoratori, così come per gli agricoltori. Ciò che lascia presagire preoccupazione è il “silenzio estivo” della politica regionale, che se non riprende l’attività politica con un dinamico calendario dei lavori, si rischia di svilire quanto fatto ad oggi e lo stesso assessore Bandiera si renderà responsabile del disagio di un servizio discontinuo». Il commento di Ernesto Abate, segretario nazionale Sifus Consorzi di Bonifica è analitico e asciutto: traccia in poche linee il quadro della gestione dei Consorzi di Bonifica in Sicilia, sottolineando quanto di positivo è stato realizzato negli scorsi mesi ma rimarcando le criticità che continua a vivere il settore. «A differenza del passato – spiega Abate – quest’anno si è fatto un grande passo in avanti, a seguito del confronto sindacale ottenuto in cabina di regia, che ricordiamo essersi conclusa lo scorso 16 ottobre 2019. In questo cammino dall’esito non scontato che ci ha visti tutti attori principali, a partire dalle istituzioni politiche, nonché dall’assessore al ramo On. Edy Bandiera, così come dai dirigenti del Dipartimento e del Servizio di competenza, dei Commissari straordinari ed i direttori generali di Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale, ci siamo scommessi tutti, con l’impegno di dare discontinuità con il passato. In questo percorso, si è valutata la possibilità di restituire credibilità ad ognuno dei partecipanti, nel ruolo ricoperto e nelle responsabilità alla quale siamo chiamati, depositando le armi, da parte del Sifus, ma solo temporaneamente, rispetto a possibili azioni di protesta e lotta contro eventuali disomogeneità nel garantire la stagione irrigua 2020. Oggi – sottolinea Abate – pur continuando purtroppo a verificarsi leggeri ritardi nel pagamento degli emolumenti al personale sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, come ad esempio Ragusa che ne è una rappresentazione tipica di quanto appena esposto, così come per Agrigento che solo pochi giorni fa hanno visto pagato il primo stipendio della stagione, oppure il personale di Enna che attende gli venga ancora pagato lo straordinario degli anni 2018 e 2019, nelle altre province il ritardo è stato quasi sempre contenuto. In effetti, come O.S. a carattere regionale abbiamo potuto riscontrare un clima più sereno sul posto di lavoro, riuscendo a trovare il modo migliore per garantire il corretto servizio irriguo all’ utenza consortile anche con orari di lavoro straordinari e un minor ricorso all’utilizzo delle ditte esterne. La dialettica con l’ente Consorzio di Bonifica nel singolo territorio non è mai mancata, anzi in molti casi è servita da buon collante, anche se ancora risultano inevase le richieste più importanti, come la consegna del DPI (in molti Consorzi in tutta la Sicilia), così come si attendono ancora soluzioni per collocare dei lavoratori che pur presentando le dovute motivazioni anche mediante certificazione, attendono semplicemente una firma per essere spostati da cantiere (davvero increscioso). Soggetti fragili rimasti nel limbo di strane formule di assunzione, beffati da qualsiasi tipo e a qualsiasi titolo di sostentamento economico. Insomma, tirando le somme, si può affermare che un cambio di tendenza si è registrato, ma non dimentichiamo che la stagione irrigua 2020 non è finita, ma i primi lavoratori andranno a casa per scadenza di contratto, tra una settimana circa, senza poter permettere continuità agli sforzi messi in atto fino ad oggi. Ovviamente nessuno crede di certo ai miracoli di un risanamento in pochi mesi, ma dimostrare caparbietà del buon lavoro si! Ed è per questi motivi che il Sifus sollecita la politica regionale, così come l’assessore che incontreremo il prossimo 08 settembre 2020, per procedere all’attivazione dei tre punti concordati nella cabina di regia, che qualora entro quella data non si sarà trovata la quadra per il terzo punto previsto, sarà necessario chiedere un intervento straordinario per non fermare le attività manutentive e di irrigazione, in quanto, il 70% del personale o.t.d è 78ista ed è a fine contratto di lavoro previsto per quest’anno. Lavoratori che lavorando solamente 3 mesi l’anno, assieme al 30% rimanente che lavora da 4 a 6 mesi l’anno, provvedono a sopperire alle carenze di organico, considerato che le ultime assunzioni a tempo indeterminato risalgono al 1996. Il SIFUS chiede risposte per un indotto economico che ha sofferto tantissimo per gli effetti collaterali del lockdown da Covid-19 e la preoccupazione per un ritorno è dietro l’angolo! Non fermiamo il cambiamento, anzi facciamoci tutti, parte attiva!» conclude Abate.