Cantarella attacca Villari: “Non impartisca lezioni, ci dica del dissesto del Comune”

Da parecchie settimane il segretario provinciale del Pd Angelo Villari, forse anche per il clima elettorale da cui non si è mai distaccato, si esibisce in ossessivi soliloqui impartendo indirizzi e giudizi sulle condotte dell’Amministrazione Comunale di Catania. In questi due anni sulla scia dell’impronta di fair play istituzionale e rispetto degli avversari politici impressa dal sindaco Salvo Pogliese, nessuno è mai sceso nella polemica fine a se stessa, evitando contrapposizioni di cui la città non ha certo bisogno. Malgrado tante parole più o meno opportune, scritte o sottoscritte dal Villari novello professore, rimane come un macigno il dissesto  economico finanziario lasciato in eredità nel luglio 2018 dalla precedente amministrazione del sindaco Bianco, di cui egli era perno insieme ad alcune espressioni sindacali a lui vicine. Come dimenticare i tanti nodi insoluti che sono stati lasciati come quello dell’appalto ponte sui rifiuti o sui fondi comunitari,  senza alcun progetto esecutivo a fronte di vuoti annunci? E inoltre, un disordine senza precedenti nelle aziende partecipate accompagnato a un immobilismo organizzativo nei servizi sociali, causa di transazioni poco trasparenti che hanno gravato il già pesante deficit di bilancio. E in generale, un contesto di grave instabilità con pesanti vicende corruttive riguardanti soggetti con ruoli di diretta collaborazione con l’ex primo cittadino. Eppure malgrado le numerose evidenze di “mala gestio”(cit. Procura Corte dei conti) di quella giunta  e i contenuti imbarazzanti di alcune intercettazioni telefoniche riguardanti Mascalucia che lambivano lo stesso Villari, nessuno delle forze politiche del centrodestra o esponenti della giunta comunale e della maggioranza ha mai fatto riferimento a questi elementi. Uno stile di sobrietà che avrebbe dovuto trovare un altrettanto rispettoso atteggiamento di confronto propositivo proprio da quelle forze politiche che sostenevano quel non indimenticabile governo cittadino. E pertanto ci chiediamo se non sarebbe stato meglio per il Comune e la Città se lo stesso tempo che impiega per inutili polemiche, l’ex assessore Villari lo avesse dedicato a leggere i bilanci e i documenti contabili degli anni in cui ha fatto l’amministratore. Un rispetto che l’ex segretario delle Cgil ignora come stile comportamentale, forse nel tentativo di fare dimenticare che partendo da un buco enorme, grazie all’azione del sindaco Pogliese, del vicesindaco Bonaccorsi e all’input politico della Lega, è  riuscita  ottenere dallo Stato e in parte dalla Regione quegli  aiuti indispensabili a erogare servizi essenziali ai cittadini, che il dissesto impediva si concretizzassero con un impatto sociale devastante.  Tutto questo mentre il PD, che quel buco aveva arrogantemente lasciato, si mostrava indifferente ai destini della Città o addirittura remava contro quei provvedimenti a favore di Catania. E proprio per questo Villari, anziché impartire improbabili lezioni morali o amministrative, dovrebbe chiedersi come mai il suo partito dopo avere governato per cinque anni si ritrova senza rappresentanza nel consiglio comunale di Catania. In realtà  con la guida del sindaco Pogliese e del vicesindaco Bonaccorsi abbiamo evitato, come avvenuto in altre realtà dissestate, oltre mille licenziamenti e il blocco degli stipendi che sembrava ineluttabile per le casse lasciate a secco nei mesi precedenti alle elezioni che hanno segnato la sonora sconfitta del centrosinistra. Abbiamo stabilizzato 200 precari comunali in attesa da due decenni e assunto, nonostante il dissesto, 40 autisti dell’Amt; avviato le procedure di un concorso per l’assunzione annuale di 30 agenti della polizia locale con una selezione solo per titoli (fatto senza precedenti al Comune di Catania ) che garantirà  trasparenza e celerità; abbiamo aperto il Comune a un dialogo senza barriere di alcun tipo con la Città, dopo un quinquennio di autoreferenziale chiusura nel culto della personalità dell’ex sindaco; abbiamo messo in campo un effettivo piano di risanamento finanziario e di progettualità urbanistica con l’approvazione delle linee guida del Prg della Città e del Porto, e con un bilancio finalmente veritiero e già all’esame del Ministero dell’interno. Abbiamo puntato sul turismo triplicando gli introiti della tassa di soggiorno  e approvando per la prima volta in Italia  regolamenti per il sostegno economico al turismo congressuale, sportivo e scolastico che ha avuto un successo clamoroso e che solo il Covid ha fermato. Un’emergenza  sanitaria  che  stiamo affrontando in sintonia con la Regione aiutando concretamente i catanesi in difficoltà con la splendida iniziativa benefica “Catania aiuta Catania” che ha registrato la generosa partecipazione di oltre 1.700 concittadini e una raccolta di 400 mila euro date alla famiglie indigenti; abbiamo realizzato un modello amministrativo di semplificazione fondato sulla digitalizzazione e con una imponente offerta di concerti, luminarie e mercatini artigianali, senza incidere di un euro sul bilancio del comune, a fronte delle ingenti spese di qualche anno addietro per manifestazioni effimere. Un impegno che ci vede in prima linea sui tanti fronti lasciati aperti dalla disinvolta gestione di una passata amministrazione con cui forse avremmo dovuto essere stilisticamente meno indulgenti, visto il disastro amministrativo che numerosi organi dello Stato hanno accertato, causato dagli stessi, i quali, ora, forse per l’ineluttabile crepuscolare sparizione politica a cui sono destinati, vorrebbero  irresponsabilmente scaricare ancora sui cittadini catanesi. 
                                                          

Avv. Fabio Cantarella 
Vice segretario regionale Lega Salvini Premier con delega alla Sicilia Orientale
Assessore Comune di Catania con deleghe Ambiente e Sicurezza Urbana