F1 in Belgio: Mercedes sul velluto, Ferrari imbarazzante

Un weekend dalle mille emozioni, quello che si è vissuto sul circuito di Spa Francorchamps in occasione del GP del Belgio di Formula 1. Un weekend dedicato al ricordo del pilota francese di Formula 2, Anthoine Hubert, che proprio un anno fa perse la vita su questo tracciato. E mentre 12 mesi fa Charles Leclerc dedicava la sua prima vittoria in carriera al caro amico, quest’anno il GP del Belgio restituisce un’immagine davvero chiara della Formula 1 di oggi: stessi protagonisti da ben tre gare, con le due Mercedes e la RedBull di Max Verstappen che corrono un vero e proprio “campionato a sé”. Ad ottenere la sua 89^ vittoria in carriera e a trionfare ancora è stato infatti Lewis Hamilton che, partito in pole position, ha condotto l’intero gran premio davanti al compagno di squadra Valtteri Bottas e Max Verstappen, che hanno così chiuso il GP del Belgio in seconda e terza posizione. A dire il vero, le emozioni tra i primi tre sono state pressoché nulle e a dare vero spettacolo ci hanno pensato Daniel Ricciardo ed Esteban Ocon, che hanno riportato la Renault rispettivamente in quarta e quinta posizione. Tanta paura invece all’undicesimo giro per l’incidente all’uscita da curva 13 che ha coinvolto Antonio Giovinazzi e George Russell, usciti per fortuna illesi dall’impatto, e che ha fatto sì che si aprissero le danze del primo pitstop con qualche giro d’anticipo grazie all’ingresso della Safety Car. Con gomma bianca appena montata, nel giro della ripartenza Lewis Hamilton ha continuato a migliorarsi, nonostante una piccola perdita di potenza segnalata che non gli ha però mai causato vere difficoltà. Le due Mercedes hanno così nuovamente viaggiato indisturbate verso l’ennesima doppietta, riuscendo a concludere la gara con un solo pitstop che ha reso l’avvicinamento di Max Verstappen praticamente impossibile.

Così, mentre l’anno scorso a Spa la Scuderia Ferrari ritornava sul gradino più alto del podio, quest’anno è letteralmente sprofondata in un baratro. La Rossa è protagonista di un momento di forte crisi in cui una reazione si è vista soltanto da parte dei piloti, mentre tarda ad arrivare dal punto di vista tecnico. Dopo la deludente qualifica del sabato, con entrambe le monoposto fuori dal Q3, ci si aspettava forse qualcosa di più del 13° posto di Sebastian Vettel e del 14° di Charles Leclerc. Partito dalla 13^ piazzola, nel corso del primo giro Charles Leclerc è riuscito a guadagnare ben cinque posizioni, raggiungendo subito l’ottava posizione. Ma non è bastato il cuore, non è bastato il talento del monegasco, perché la SF1000 continua a non accompagnarlo nell’impresa. Al quarto giro, infatti, Leclerc ha iniziato a far nuovamente fatica e a perdere velocità sui rettilinei, specialmente tra il primo e il secondo settore di quella che viene definita “l’università della Formula 1”. I problemi di affidabilità della SF1000, stavolta legati alla pressione dell’impianto idraulico, hanno così reso vano quanto di buono aveva fatto fino a quel momento, costringendo Leclerc ad un secondo pitstop. A riuscire a mantenere una strategia ad una sola sosta, per limitare i danni di un’ennesima gara da dimenticare per la Ferrari, è stato invece Sebastian Vettel. Il tedesco è infatti riuscito a chiudere la gara su quella gomma bianca montata in regime di Safety Car intorno al 14° giro, evitando così di ripartire dall’ultimo posto come il compagno di squadra.

Il GP di Spa ha mostrato forse la peggior Ferrari di quest’anno, capace di tener dietro soltanto Haas e Williams. Il che non fa ben sperare in vista del prossimo  importante appuntamento, quando tra una settimana esatta si correrà il GP d’Italia sul circuito di Monza, che tante emozioni ha regalato un anno fa ma che quest’anno si preannuncia già amaro per i tifosi del Cavallino.