Sifus, la Regione chiede indietro gli arretrati ai forestali, Grosso: “Sono un loro diritto”

Per i lavoratori forestali siciliani oltre il danno la beffa. La paradossale situazione vede coinvolti più di 19 mila lavoratori che, dopo aver ricevuto tra il 2010 e il 2012 gli arretrati contrattuali di giornate lavorative risalenti agli anni 2006 – 2009, adesso, li dovranno restituire alla Regione.  A sollevare la questione in giudizio la mancata riscossione degli arretrati da parte di alcuni lavoratori che, però, hanno perso la causa in Cassazione. La sentenza della Corte di Cassazione su cui si basa la Regione è la n.335 del 2016 che prevede la restituzione degli arretrati nei confronti dei forestali, estesa però anche a coloro che negli ultimi anni li hanno percepiti.  

“Gli arretrati contrattuali non rappresentano una vincita al lotto – ha dichiarato il Segretario Generale Sifus Confali Maurizio Grosso – ma sono una parte del salario non riconosciuto al momento giusto ed è un diritto sacrosanto dei lavoratori. Noi ci appelliamo all’art. 24 della legge 724 del 1994 che prevede che il provvedimento giurisdizionale non può essere trasmesso automaticamente a tutta la categoria.”

Durante la conferenza stampa, tenutasi nella sede del Sifus in via Santa Maddalena a Catania e presieduta dal Segretario Generale Maurizio Grosso e dal Segretario Provinciale Alfio Di Vincenzo, sono state rese note le azioni di lotta che verranno messe in atto per sostenere la categoria dei forestali che seguiranno due direzioni: una dichiarazione individuale attraverso cui i lavoratori dovranno respingere la lettera inviata dalla Regione e un’azione collettiva attraverso una petizione popolare con una raccolta firme da parte di 5/6 mila forestali che chiederanno il blocco del recupero degli arretrati contrattuali, spingendo la Regione a trovare le risorse, pari a 30 milioni di euro, attraverso altri canali.

Secondo voci di corridoio, sembrerebbe che poche ore fa sia stata votata una delibera di giunta in cui il Governo si impegna a presentare un disegno di legge che dovrebbe bloccare le risorse richieste trovandole attraverso altri canali. Ma questi ultimi forse saranno legati sempre ai lavoratori forestali: “Tra poco scadranno i contratti che dovranno essere rinnovati ed è chiaro che per ogni rinnovo sono previste delle somme maggiori ed evidentemente si pensa di attingere a questa quota parte superiore che necessita per il contratto. Se la strada intrapresa dal Governo dovesse essere questa, noi ci opporremo con forza.”