Tacopina fa sul serio: per lui il 30% o il 51% dipende dai soci Sigi

Il manager italoamericano Joe Tacopina sembra fare sul serio, prova ne è il fatto che è stata avviata una due diligence ovvero una verifica dei dati di bilancio del Calcio Catania.

L’ avvocato statunitense ha espressamente detto che entro un mese definirà le modalità del suo ingresso nella compagine societaria del club rossazzurro.

In buona sostanza se,come più volte detto da Fabio Pagliara, si andrà avanti col modello di azionariato diffuso creato dalla Sigi allora il gruppo Tacopina acquisirà una partecipazione non superiore al 30% delle quote sociali; viceversa se i conti non torneranno, in particolare per quanto riguarda l’entità delle somme necessarie per ricapitalizzare e far fronte a tutte le necessità economiche (non indifferenti, come si sa) del club, è verosimile ipotizzare che Tacopina punterà ad acquisire la maggioranza azionaria.

Quale la soluzione auspicabile?

La risposta è abbastanza semplice.

La Sigi ha fino ad oggi rispettato gli impegni assunti ed il Club Calcio Catania è vivo e vegeto.

Questo è un merito innegabile e nessuno potrà mai disconoscerlo.

Ora, se i soci sono in grado di sborsare altri, e ben più cospicui, capitali per proseguire nell’opera di risanamento economico ed al contempo attrezzare la squadra perché sin da subito possa competere per la promozione in serie B, si continui con il modello di azionariato diffuso che, si ripete, fino ad oggi ha dato buona prova di sé.

In caso contrario, ovvero se non si è in grado ( e non ci sarebbe nulla di male ad ammetterlo, anzi ) di immettere altre risorse economiche, cedere una quota o addirittura la maggioranza azionaria al gruppo Tacopina non sarebbe uno scandalo, bensì dimostrazione di intelligenza e di consapevolezza dei propri limiti.

Ciò che importa è, soprattutto, che l’operazione avvenga nella massima trasparenza e che non si azzerino ( per fare spazio ad altri ) i ruoli di chi ( Pagliara, Pellegrino, Guerini, il tecnico Raffaele e altri nuovi dirigenti del club rossazzurro ) ha fino ad oggi condotto con efficacia e coraggio encomiabili la società fuori dalle sabbie mobili ove era precipitata nella passata gestione.

Attendiamo, dunque, con pazienza l’esito di questa trattativa, sperando che alla fine ( e presto preferibilmente) si abbia un assetto definitivo e soprattutto stabile della proprietà e della governance del Catania Calcio.

È ora di pensare e dedicarsi al campo ed al calcio giocato.

Umberto Teghini