Paragone non ha dubbi: “Usciamo dall’Europa e stampiamo moneta…”

di Natalie Maida

Italexit è una sfida politica di un’urgenza straordinaria. L’Europa è un sogno che qualcuno ha avuto e che qualcuno ha pensato di realizzare attraverso la moneta. L’unione europea è un colossale imbroglio che fa male all’economia della società.” Con queste parole Gianluigi Paragone ha presentato il suo nuovo partito durante la conferenza stampa ospitata al Romano Palace Hotel di Catania. 

Giornalista e senatore, fuoriuscito dal M5S, crede fermamente che un’Italia fuori dall’Unione Europea sia un’Italia libera. “Non abbiamo nulla da temere, perché laddove si sta stampando moneta c’è la possibilità di riprendersi dalla crisi. La sovranità monetaria è la base dell’indipendenza di una nazione e rinunciare significa decidere di mettere il proprio futuro nelle mani dei grandi potentati finanziari”.

All’incontro il senatore ha spiegato i vantaggi economici che l’Italia potrebbe acquisire uscendo dall’UE, in quanto non ci sarebbe il bisogno di preoccuparsi della carenza finanziaria bensì di impiegare al meglio i fattori produttivi, in modo da occuparsi anche dei giovani e dei piccoli imprenditori che sono tra le fasce che più soffrono della crisi conomica.

Per quanto riguarda i confini nazionali, Paragone li ha definiti baluardo dell’autodeterminazizone “è importante soffermarsi sul fatto che, sebbene uno Stato d’arrivo che disponga della sovranità monetaria abbia tutti gli strumenti per garantire la piena occupazione e possa trarre il massimo profitto dal processo migratorio, gli Stati di partenza rimangono comunque piagati dal dramma dell’emigrazione di massa. Di questo gioco di potere ne fanno le spese i giovani”.

Secondo il senatore Italexit eviterebbe le continue rivalità tra i paesi dell’UE e il controllo diretto dei paesi più potenti, nominando Germania e Francia: “è evidente come ci sia sempre più distanti dal promuovere un’unione stretta tra i popoli dell’Europa, causando una diffusa devastazione sociale e fomentando sentimenti di rivalità tra Stati che non si vedevano dai tempi della seconda guerra mondiale. Abbandonare la moneta unica non comprometterebbe la cooperazione tra gli Stati, bensì, li metterebbe nelle condizioni di tornare a operare nell’interesse dei cittadini grazie alla libera cooperazione tra i popoli d’Europa fondata sul rispetto delle prerogative sovrane e democratiche di ciascun Paese…”, conclude il senatore.