Catania, mercato intelligente ma serve anche “qualità “

di Marcello Mazzari

Nonostante qualche tentannamento iniziale, in questi giorni ha finalmente iniziato a prendere quota il mercato del Catania. Gli arrivi di Zanchi, Albertini e Gatto, tutti a parametro zero, hanno tracciato una linea indicativa su quella che sarà la politica della club etneo in questa sessione: cogliere le occasioni più interessanti (e low cost) puntellando la rosa con elementi affidabili e già rodati per la categoria.

Movimenti intelligenti, insomma, ‘convenienti’ sia dal punto di vista economico che, soprattutto, per le idee dell’ambizioso tecnico Giuseppe Raffaele. Il suo sarà un Catania “veloce, rapido e aggressivo”, come ha dichiarato la scorsa settimana in conferenza stampa: una squadra che, aldilà del modulo di gioco – molto probabilmente un 3-4-3 o un 4-3-3 – baserà molto sulla rapidità e l’intensità dei suoi interpreti. E da queste parole capiamo anche gli arrivi di Zanchi e Albertini a rinforzare le fasce coperte dai titolari Pinto e Calapai. Nel calcio di Raffaele, proprio gli esterni ricopriranno un ruolo fondamentale per le due fasi. Ma il mercato del Catania non può certo fermarsi a questi colpi.

Partendo da dietro, risulta pacifico constatare che il posto da titolare in porta sarà ancora una volta un aperto ballottaggio fra Furlan e Martinèz. E da questo punto di vista, se il primo rappresenta un elemento di maggior esperienza e affidabilità, l’argentino dalla sua ha mostrato delle capacità tecniche palla al piede superiori a quelle del suo ‘collega’ – oltre all’ottima sintonia raggiunta con la piazza – che potrebbero spianargli la strada anche nelle gerarchie di Raffaele, il quale, come detto, cercherà di mettere in campo una squadra sempre pronta ad avere in mano il pallino del gioco.

Detto degli esterni, che salvo sorprese saranno i quattro sopracitati, con le partenze di Marchese, Mbendè e Saporetti va ridefinito il pacchetto dei centrali, a prescindere dal fatto che potrà essere una difesa a 2 o a 3. Ad oggi infatti, la retroguardia rossazzurra – al netto di qualche giovane aggregato dalla beretti – è composta dai Silvestri, Noce e Pino. Al momento l’unico profilo sondato sembra essere quello del centrale del Trapani Stefano Scognamillo, sul quale tuttavia è forte anche la concorrenza dell’Avellino. In ogni caso, risulta chiaro che comunque non basterebbe un eventuale suo arrivo: servirà almeno un altro baluardo di esperienza che mantenga alta l’asticella di una batteria difensiva che in questi ultimi anni è stata nettamente il reparto migliore di tutta la rosa.

A centrocampo invece, fra ‘difensivi’ e ‘offensivi’, le operazioni in entrata e in uscita sono e continueranno ad essere tante. In questa sessione il Catania ha infatti già salutato Angiulli, Bucolo e Rizzo; il giovane Mujkic resta alla porta e dovranno essere valutate anche le posizioni di Dall’Oglio e Mazzarani. In entrata i nomi sono quindi quelli di Alberto De Francesco della Reggina, Santo D’Angelo del Livorno e l’ex Avellino Di Paolantonio. E’ probabile che almeno uno di loro vestirà la maglia rossazzurra, ma occhio anche alle possibili soluzioni low cost con un paio di profili under che dovrebbero essere tesserati nei prossimi giorni anche per un discorso numerico della rosa. Ovviamente, altri eventuali arrivi sono legati anche alla ‘questione-Biagianti’ ancora tutta da definire: l’ormai ex capitano rossazzurro già da tempo spinge per il rinnovo, ma la nuova proprietà non sembra convinta e vorrebbe affidargli direttamente un ruolo in società. Salvo sorprese, a pochi giorni dall’inizio del campionato, sarà questa la settimana decisiva per svelare il futuro del 27 etneo.

Infine, chiudiamo con l’attacco, dove come detto per adesso è arrivato Alessandro Gatto, una seconda punta che può svariare su tutto il fronte offensivo e che quindi tornerà utile sia nel tridente che in un’eventuale coppia con un centravanti. E proprio di un altro numero 9 il Catania è alla ricerca, vista l’ormai probabile cessione di Davis Curiale: nonostante la conferma del giovane Pecorino, sembra improbabile che Raffaele decida di fare all-in sul bomber classe 2001, anche se l’auspicio è che – in quanto prodotto del vivaio etneo – possa avere molto spazio. Complicato arrivare a Jacopo Murano per una serie di motivi e abbandonata la pista Facundo Lescano, fresco di triennale firmato con la Sambenedettese, le idee offensive in casa rossazzurra sono quelle che portano a Manuel Sarao, in uscita dalla Reggina (interesse confermato da Pellegrino qualche settimana fa), Saveriano Infantino (Carrarese), Sergio Nicolas Bubas (Vibonese), Michele Volpe (ex Frosinone) e Gianluca Litteri, altro catanese doc dalle recenti esperienze in Serie B. E’ evidente comunque come siano numerose le piste sondate dal Catania in questo momento per il reparto offensivo. Anche ‘sulle ali’, infatti, il ventaglio dei possibili nuovi arrivi è vastissimo: Simone Russini (Cesena), Gabriele Capanni (sarebbe un ritorno dal Milan), Davis Mensah (Triestina) e Francesco Golfo (entrambi di proprietà del Parma) sono soltanto quelli più concreti. In uscita, invece, possibile prestito per Gian Marco Distefano, mentre oltre a Curiale dovrebbero salutare a titolo definitivo anche Maks Barisic (in contatto con il Carpi) e Alessio Curcio, che era stato confermato ma che probabilmente alla fine lascerà anche per questioni di ingaggio.

Insomma, il cantiere è ancora aperto. Va costruita una squadra solida e che possa offrire più soluzioni: lo sanno i dirigenti così come mister Mister Raffaele, pronto a portare il suo gioco propositivo anche in una piazza così pressante come quella etnea. Staremo a vedere quindi, da qui a qualche settimana, chi arriverà. La consapevolezza è che comunque, aldilà di numeri, moduli e nomi, a fare la differenza saranno sempre e comunque l’atteggiamento e la voglia di vincere. E sotto questo punto di vista, il Catania non potrà proprio permettersi di fallire.