F1, Mugello show: 3 partenze, Mercedes padrona e Ferrari anonima

Gara per gara, i protagonisti della Formula 1 di oggi continuano a scrivere la storia, ma questo weekend è stato davvero speciale per tante ragioni. Si è infatti corso il primo storico GP del Mugello di F1, lì dove si è sempre scritta finora la storia della MotoGP. Un weekend storico già di per sé, ma dal valore ancora più importante visto il traguardo del 1000° GP che il Cavallino ha raggiunto quest’oggi, festeggiandolo proprio in Italia. Storico, seppur in maniera diversa, anche per il ritorno nelle tribune di 3000 tifosi e appassionati, che hanno potuto assistere ad un GP emozionante ma allo stesso tempo caotico, di quelli che a lungo verranno ricordati. Non tanto per l’ennesima doppietta Mercedes, con Lewis Hamilton alla sua 90^ vittoria in carriera e Valtteri Bottas a fargli da scudiero, seguiti da Alexander Albon che ha così festeggiato il suo primo podio in carriera vincendo la lotta per il terzo posto contro Daniel Ricciardo. Il Mugello oggi è stato teatro di ben tre ripartenze, che hanno praticamente dato il via a tre gare distinte.

Allo spegnimento dei semafori, Lewis Hamilton parte con uno spunto mediocre e permette al compagno Bottas di stargli davanti alla prima curva. Ma nel frattempo, dietro di loro accade il caos. Mentre Carlos Sainz si gira per il contatto con Stroll andando a danneggiare l’ala anteriore di Sebastian Vettel, poco dietro anche Raikkonen e Gasly entrano in contatto coinvolgendo Grosjean e Verstappen, che finiscono così fuori assieme al pilota dell’AlphaTauri. Così dopo la prima Safety Car, colorata di rosso per celebrare il traguardo della Scuderia Ferrari, la gara riprende ma solo per qualche istante. Qualcosa non va nella ripartenza: mentre Valtteri Bottas attende quasi di tagliare il traguardo per riprendere la gara, a metà gruppo Nicholas Latifi accelera e riprende la gara senza rendersi conto che chi gli stava davanti non lo aveva del tutto fatto. Così, nonostante il tentativo di evitare l’impatto, Antonio Giovinazzi arriva sul traguardo a 261 km/h e centra Magnussen e Latifi, con Carlos Sainz che sopraggiungendo a piena velocità non ha potuto evitare le tre monoposto coinvolte nell’incidente. Nonostante lo spaventoso incidente, per fortuna tutti i piloti ne sono usciti indenni ma chiedendosi cosa è accaduto: la ripartenza lenta dei primi ha creato un vero e proprio effetto elastico per chi era dietro che, pensando che la gara fosse già ripresa, ha accelerato regolarmente. Così, a pochi giri dal via e dopo due Safety Car, la bandiera rossa ha fermato il GP del Mugello che contava già ben 7 ritirati: Ocon, Latifi, Magnussen, Giovinazzi, Sainz, Verstappen e Gasly. Ad approfittare della seconda ripartenza del GP della Toscana è Hamilton che, avendo uno spunto migliore del compagno, lo supera dall’esterno alla prima curva e scappa via. A dare spettacolo dietro le due Mercedes, infatti, ci hanno poi pensato gli altri. Partito dalla 6^ posizione, al 28° giro Daniel Ricciardo tenta l’undercut su Lance Stroll per il terzo posto. Strategia, quella dell’australiano, che lo ripaga, ritrovandosi virtualmente sul podio. Ma proprio quando Ricciardo cominciava a rivederlo dagli specchietti, Stroll perde il controllo della monoposto per una foratura e finisce contro le barrire all’Arrabbiata. La sua lotta per il terzo posto termina lì, e la gara viene nuovamente sospesa. Arriva la terza ed ultima ripartenza al Mugello, nuovamente da fermi, quando mancano ormai 14 giri alla fine del GP di Toscana. Ad avere la meglio in questo caso, oltre alle due Mercedes che viaggiano indisturbate verso la doppietta, è Alex Albon che riesce a sorpassare Ricciardo agguantando il terzo posto.  

La grande assente, nonostante la festa fosse proprio la sua, è stata ancora una volta la Ferrari che purtroppo non è andata oltre l’8° posto di Charles Leclerc (grazie alla penalità di 5 secondi di Raikkonen) e il 10° posto di Sebastian Vettel. Nonostante tutto, Leclerc ha tentato di metterci anima e corpo al via, portandosi in terza posizione approfittando dei problemi di Verstappen e riuscendo a sfilare Albon. Ma niente da fare, la SF1000 fa fatica, non è veloce sul rettilineo e perde il confronto con Racing Point, AlphaTauri e persino Williams. Leclerc non ha potuto far altro che subire, sorpasso dopo sorpasso, quella che è la realtà della Rossa di oggi; così come Vettel, disarmato anche nel tentativo di superare la Williams di Russell. Immaginare che la Ferrari sarà così fino al 2022, quando inizierà una nuova era in Formula 1 con il nuovo regolamento, è davvero triste. Ma sembra proprio che l’obiettivo sia quello, viste le parole dell’AD Louis Carey Camilleri e del presidente John Elkann; ma soprattutto, vista l’assenza di aggiornamenti sulla SF1000 (almeno finora), eccetto il colore amaranto per il festeggiamento del 1000° GP e gli adattamenti per il carico aerodinamico a seconda della pista. Tutti i team hanno portato svariate novità nel corso di queste ultime settimane; tutti, eccetto Ferrari. Quantomeno al Mugello le due Ferrari hanno chiuso tra i primi dieci, ma se si considera che a tagliare il traguardo sono stati in dodici, il risultato parla da sé.