Ohibò, fra i 557 progetti dell’Italia non c’è traccia del Ponte sullo Stretto…

Centinaia e centinaia di progetti candidati ad entrare nel piano presentato da governo italiano sul Recovery Fund e nessuna proposta su uno degli argomenti più dibattuti degli ultimi anni cioè la realizzazione del collegamento tra la Sicilia e la Calabria con il famigerato un ponte. E ne abbiamo sentite di tutti i colori, in tema di proposte.

Stando alle ultime notizie riportate dal Il “Corriere della Sera”, ad oggi sarebbero stati già presentati dall’Italia 557 progetti, per un controvalore di 677 miliardi di euro, ben superiore ai 209 miliardi che il Belpaese riceverà dal Recovery Fund e che tra questi non compaia quello della realizzazione del ponte anche se più di recente a questa idea è stata affiancata anche quella volta alla creazione di un tunnel sottomarino tra Calabria e Sicilia, ma i piani non sono stati ancora elaborati.

Altro grande assente nella lista dei 557 progetti sul Recovery Fund l’ecobonus del 110%, attualmente previsto fino alla fine del 2021. Significa che da questo elenco, nel quale già non ci sarebbero né il Ponte sullo Stretto e nemmeno il rifinanziamento dell’Ecobonus sulle ristrutturazioni, bisognerà tagliare almeno il 70 per cento dei progetti. Per la Sicilia ci sarebbe il finanziamento della Palermo-Messina-Catania (4,5 miliardi), e poi la Torino-Lione (oltre 1 miliardo), l’Alta Velocità Napoli-Bari (2,6 miliardi).

Non tarda ad arrivare la denuncia fatta dall’eurodeputato della Lega Vincenzo Sofo in merito all’iter di presentazione del piano del Governo per il Recovery Fund che dichiara: “È da settimane che Pd e 5 Stelle fanno a gara a chi la spara più grossa sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto eppure questa opera non rientra tra i 557 progetti candidati a entrare nella proposta del Governo italiano per il finanziamento tramite Recovery Fund. È l’ennesima presa in giro a una parte di Italia, il Sud, che da decenni attende uno sviluppo esistente solo a chiacchiere. Loro invece presentano oltre 500 progetti – ha concluso – che richiederebbero oltre 600 miliardi e che dunque dovranno per forza essere ridotti di oltre il 65%, avendo come risultato l’ennesimo spreco di risorse senza benefici concreti per l’Italia e lasciando sulle spalle degli italiani i costi per ripagare questi prestiti”.