Il boss in carcere? Comanda Idda…Fatta luce sul pizzaiolo sgozzato perchè insidiava donna “sbagliata”

di Sandro Gaglio

Al di là dei numeri, è piena la soddisfazione degli inquirenti. Un durissimo colpo quello inferto dai carabinieri di Giarre (coordinati dal comandante Fabrizio Rosati) alla famiglia di Cosa Nostra catanese Santapaola – Ercolano che, attraverso un agguerrito gruppo capeggiato da Benny la Motta, elemento di spicco, opera fra Riposto e Giarre, gestendo a piene mani le estorsioni in danno di numerosi esercizi commerciali, in particolare ristoranti e pizzerie (le vittime subivano passivamente senza denunciare la regola del pizzo) e un vorticoso traffico di sostanze stupefacenti. Gli investigatori hanno ricostruito l’ingente volume d’affari illegali, il sistema di gestione delle piazze di spaccio h 24, le modalità di approvvigionamento e la cessione di cocaina, marijuana e hashish oltre al mantenimento degli affiliati detenuti.

Indagini che hanno consentito di ricostruire numerosi episodi di violenza sfrenata come il pestaggio a sangue di un ladruncolo ripostese reo di avere messo a segno – in autonomia – una rapina ai danni di una pizzeria di Riposto che risultava però “coperta” dal gruppo di La Motta, versando il pizzo e che pertanto esseno sotto l’”ombrello” del clan non poteva essere soggetto ad alcun tipo di azione predatoria.

I maggiori ricavi si ottenevano dallo smercio della droga, marijuana in grande quantità, attraverso una capillare rete di pusher. Durante le indagini sono state arrestate in flagranza di reato di detenzione di droga 10 persone e sono stati sequestrati 210 kg di marijuana, 320 grammi di cocaina, 40 grammi di hashish, una piantagione con 170 piante di canapa indiana, quattro proiettili calibro 7.65 e 4.715 euro in contanti. Come detto, la direzione e la gestione del clan era riconducibile a Benedetto La Motta, 62 anni, tra i destinatari del provvedimento restrittivo, indicato da svariati pentiti come referente del clan catanese, coadiuvato da alcuni fedelissimi tra i quali Antonino Marano di 76 anni, noto come il «killer delle carceri» .

La Motta e Marano nel luglio della scorsa estate sono stati raggiunti da una ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’incredibile omicidio del giovane pizzaiolo Dario Chiappone, sgozzato mentre era appartato con una donna in fondo a un vicolo alla periferia di Riposto.

Per l’uccisione del giovane era stato spiccato un decreto di fermo per Salvatore Di Mauro, ancora oggi irreperibile, e Agatino Tuccio: entrambi furono poi condannati uno a 23 anni e l’altro all’ergastolo. Tuccio era in stretti legami con Marano e vista la contiguità con “iddu” sarebbe stato proprio La Motta a ordinare – per volontà del 62enne Paolo Censabella di Mascali – l’omidicio di Dario Chiappone.

Paolo Censabella, infatti, era titolare di un negozio di liquori, vini e bevande ed era il compagno di una donna, socia dell’attività, che aveva poi intessuto una relazione sentimentale proprio con Chiappone: da qui l’idea folle dell’omicidio per eliminare il “rivale”.
I carabinieri nel corsi delle indagini hanno anche accertato che, in seguito all’arresto di La Motta, gli sarebbe subentrata la moglie, Grazia Messina (nella foto). La donna avrebbe avuto un ruolo centrale poiché non solo avrebbe ricevuto i proventi delle estorsioni ma, come evidenziato dalle intercettazioni, ha dimostrato di saper amministrare anche la giustizia criminale commissionando un pestaggio (pestato un uomo che aveva rapinato un esercizio commerciale sotto protezione) e di assicurare i proventi di sussistenza necessari per i parenti di soggetti finiti in carcere.

Operazione “Iddu”, i nomi degli arrestati:

1.Bonaccorso Giovanni, inteso “u ciasco”, nato a Riposto il 17.02.1974;

2.Boualloucha Abedelmajid, inteso “macido”, nato a Giarre (CT) il 22.05.1993;

3.Campo Giuseppe, inteso “fantino”, nato a Riposto (CT) il 08.03.1974;

4.Cartia Ornella, nata a Castiglione di Sicilia (CT) il 15.04.1952;

5.Castorina Paolo, inteso “spiddo”, nato a nato a Giarre (CT) il 02.09.1983;

6.Cucé Giancarlo Leonardo, inteso “Leo”, nato a Catania il 12.01.1978;

7.La Motta Benedetto, inteso “Benito”, “IDDU”, “patrozzo” e “zio”, nato a Riposto il 03.04.1958, detenuto;

8.La Spina Andrea, inteso “bassotto” e “turchino”, nato a Giarre (CT) il 15.08.1983;

9.Leotta Graziano, nato a Riposto il 08.08.1968;

10.Mancuso Cateno, inteso “Tino ciuffo”, nato a Riposto (CT) il 09.11.1981;

11.Mancuso Massimiliano, inteso “Massimo o Massimitto”, nato a Giarre (CT) il 21.08.1995;

12.Marano Antonino, inteso “u vecchio” o “zu Nino”, nato a Mascali (CT) il 04.08.1944, già detenuto;

13.Marletta Salvatore, inteso “Turi di Palagonia”, nato a Palagonia (CT) il 30.08.1973, già detenuto;

14.Messina Grazia, intesa “IDDA”, “patrozza” e “la zia”, nata a Riposto (CT) il 29.11.1962;

15.Patané Davide, inteso “zappitta”, nato a Giarre (CT) il 08.08.1992;

16.Patané Salvatore , inteso “zappa-zappitta”, nato a Mascali (CT) il 15.05.1971;

17.Previti Liborio, inteso “u tignusu”, nato a Catania il 17.07.1981, già detenuto;

18.Russo Giovanni, inteso “u grossu”, nato a Acireale (CT) il 30.12.1989, agli arresti domiciliari;

19.Sapienza Andrea, inteso “Andrea mito”, nato a Giarre (CT) il 21.09.1974, detenuto;

20.Tuccio Agatino, inteso “Tino o Catino”, nato a Giarre (CT) il 19.09.1966, detenuto.