La Boeing nascose i problemi del 737 Max? In uno dei due incidenti morì Sebastiano Tusa

Era il 10 marzo 2019 e il volo Ethiopian Airlines 302 dopo qualche minuto dal decollo precipitò schiantandosi al suolo nella lista dei 149 passeggeri (più otto membri dell’equipaggio) dell’Ethiopian Airlines precipitato figurava anche l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, Sovrintendente del Mare della Regione.
Quello in cui perse la vita Sebastiano Tusa fu il secondo volo maledetto che vide precipitare un Boeing 737 Max nell’arco di cinque mesi in circostanze strane in cui perirono centinaia di persone.

E’ di questi giorni un rapporto del Comitato per i Trasporti e le Infrastrutture della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, secondo cui la Boeing ha nascosto informazioni alla Federal Aviation Administration (FAA), ai piloti e ai clienti su alcuni problemi che aveva individuato nello sviluppo del 737 MAX, e ha concluso che i due incidenti, sono stati causati da «una serie orribile di presunti errori tecnici».
Il rapporto, presentato illustra i «gravi guasti ed errori» nella progettazione, nello sviluppo e nella certificazione di questo modello di aereo, entrato in servizio commerciale nel 2017 e che ha smesso di volare nel marzo 2019, dopo il secondo incidente in cinque mesi.

L’indagine mostra «ripetuti gravi fallimenti» sia da parte dell’azienda che della Faa ed evidenzia che le pressioni produttive «hanno messo in pericolo la sicurezza pubblica». Sottolinea che la pressione finanziaria su Boeing per il programma 737 MAX, nella gara contro l’Airbus A320neo, ha portato alla riduzione dei costi e all’accelerazione del programma. Ha anche stabilito che ci sarebbero stati difetti nella progettazione e nelle prestazioni del velivolo, utilizzando tecnologie problematiche, in particolare nel MCAS, il software progettato per spingere automaticamente il muso del velivolo verso il basso in determinate condizioni e che si ritiene abbia causato gli incidenti.

Il rapporto presenta anche dati «inquietanti» su come Boeing, sotto «pressione per competere con Airbus e realizzare profitti a Wall Street, ha scavalcato la supervisione della Faa, ha nascosto informazioni critiche e alla fine ha messo in servizio aerei che hanno ucciso 346 persone innocenti», ha detto il presidente del Comitato dei Trasporti Peter DeFazio.

Questa indagine è iniziata nel marzo 2019, a seguito dello schianto dell’Ethiopian Airlines, e fornisce una «tabella di marcia» per il governo degli Stati Uniti per intervenire sulla sicurezza aerea.

Gli incidenti hanno determinato una crisi per la Boeing, che ha visto la consegna e la produzione dell’«aereo più venduto al mondo» fermarsi, così come una drastica riduzione della sua immagine di marca. Per le compagnie aeree che avevano questo modello nelle loro flotte, ciò significava anche perdite economiche, in quanto dovevano ridurre la loro capacità.

Le autorità di regolamentazione delle compagnie aeree negli Stati Uniti, in Canada, in Europa e in Brasile continuano a testare il velivolo dopo che la Boeing ha apportato una serie di modifiche per migliorare la sicurezza. Al momento non esiste una data precisa per il loro rientro in volo.