Niente Ponte sullo Stretto? Sconforto soprattutto dei cicloamatori…

di Alfio Franco Vinci

Dalla lettura della prima stesura della proposta di utilizzo dei fondi europei – 209 miliardi – portati dal Recovery Fund, approntata dal Governo, pare che la pista ciclabile sullo Stretto di Messina non si farà, perché il Ponte non risulta fra le opere da realizzare.
Grande lo sconforto dei cicloamatori italiani e fortissimo lo smacco per la ministra De Micheli che già sognava migliaia di ciclisti e monopattinisti elettrici sfrecciare sopra le acque dello Stretto.
E ne hanno ben donde; che senso ha infatti finanziare l’acquisto di biciclette e monopattini elettrici per far ripartire l’economia azzoppata dal Covid 19, se poi non si potrà fare la gita pedalando da Bolzano a Trapani.
Che il Ponte possa servire a ridurre costi e tempi dei trasporti; a velocizzare gli spostamenti, anche turistici; ad affrancare una intera Regione da una marginalità geografica, sociale ed economica, è un problema che nessuno si pone, perché “non è nell’agenda di governo “, come se tale agenda fosse come le “tavole della legge”: sacra ed intoccabile.
Ma d’altra parte una regione che è stata messa nella condizione di poter aprire solo il 25% delle scuole e che ha ricevuto SOLO 100 banchi, e che da una eventuale vincita dei sì al referendum, finirà con la deputazione ridotta al 30%, cosa poteva aspettarsi?
L’ennesimo sfregio, in attesa della conquista minacciata dal prof Conte, che, più che un Conte appare sempre più un Duca, anzi un Duce…