Università di Catania “sorda”, anticipata a ottobre la tassa dei fuoricorso


Il rettorato ha deciso di mettere le studentesse e gli studenti fuori corso con le spalle al muro anticipando il pagamento delle tasse a ottobre. Ma non è l’unico aspetto della gogna in atto nell’ateneo etneo. Il 16 settembre, si è svolta una
partecipata assemblea universitaria che ha deciso di organizzare un presidio in Piazza Università per mercoledì, 23 settembre, dalle ore 9:30, un presidio davanti al rettorato “per portare di persona le istanze di studenti e studentesse al Rettore”. “Dopo vari tentativi di sollevare il problema – si legge in una nota delle studentesse e degli studenti – e cercare un’interlocuzione coi vertici universitari sulla questione dei “falsi irregolari” e dell’anticipazione della tassa per fuori corso ad ottobre, puntualmente ignorati dal rettore sia nel caso della petizione che del mail bombing, è arrivato il momento di avere delle risposte chiare. Per questo motivo, dato l’approssimarsi della scadenza della rata, andiamo a portare le nostre richieste al Rettore, il quale non può restare sordo di fronte alle criticità riscontrate dagli studenti”.

“Tantissime famiglie (specialmente in Sicilia) – evidenzia la nota – in questi mesi sono state e sono colpite da una pesante crisi economica dovuta alla diffusione del Covid-19 e il conseguente lockdown; 200 euro nei bilanci di una famiglia di estrazione popolare pesano, e non possono essere motivo di esclusione di tanti ragazzi dai più alti livelli di istruzione: il diritto allo studio non può essere in alcun modo calpestato in nome dei bilanci dell’ateneo”.