Covid, il prof. Tarro fa chiarezza: “Gli asintomatici non sono contagiosi”

Il virologo di fama, primario di virologia all’ospedale Domenico Cotugno di Napoli dal 1973 al 2006, su Facebook, ancora una volta prova a fare chiarezza su quanto sta accadendo in Italia e nel mondo, spiegando che «le persone sane asintomatiche non possono essere considerate contagiose e che il tampone rinofaringeo non abbia alcuna valenza diagnostica”.

Il luminare messinese,coerente con le accuse lanciate nelle scorse settimane, imputa nuovamente alle istituzioni responsabilità ben precise: «Purtroppo il fine è quello di prolungare il lockdown per una infezione le cui vittime sono inferiori da 100 a 500 volte i decessi quotidiani per patologie cardiovascolari e tumorali”.

«Il problema – afferma Tarro– è sorto facendo i tamponi a tappeto con un’alta percentuale di falsi positivi. Assistiamo adesso alla diffusione non della patologia del coronavirus, ma alla resistenza anticorpale per la stessa malattia».

Il prof. Tarro, tra i fautori della scoperta del vaccino contro la poliomielite, in questi mesi è stato oggetto di aspre proprio a causa delle sue teorie sulla pandemia, in totale controtendenza rispetto a quelle di chi ha diffuso e ancora oggi diffonde messaggi allarmistici.

Per corroborare la propria tesi, ricorda che «sin dal 25 febbraio 2020 il consiglio superiore della sanità aveva emesso un documento in cui solo ai sintomatici andava fatto il tampone per soggetti che avevano avuto contatti con pazienti positivi per Covid-19 oppure provenienti da aree di province, regioni, paesi in piena fase epidemica.

L’asintomatico – aggiunge – non contagia perché ha una bassa carica virale; inoltre dobbiamo tenere presente sempre l’inaffidabilità dei tamponi come mezzo diagnostico proprio rifacendosi al suo scopritore professore Mullis (Kary Mullis, biochimico statunitense deceduto lo scorso anno, ndr), Premio Nobel, perché misura un acido nucleico che potrebbe essere anche inattivo».

“A questo punto – afferma Tarro, noto anche per avere sconfitto il colera a Napoli negli anni ’70 – dobbiamo tenere in considerazione l’illegittimità degli obblighi (per tamponi, test, mascherine, et altro) per ordinanza o circolare o norma di carattere amministrativo e per decreto ministeriale che violi una legge». «Pertanto – conclude – sono provvedimenti per definizione illegittimi. Ovviamente non esiste un trattamento sanitario obbligatorio. Infine dobbiamo sempre tenere in considerazione i danni psicologici creati da questo continuo terrorismo mediatico».