Scuola: appena iniziato il nuovo anno, oggi tutti in piazza a protestare…

Sono scesi in strada in migliaia gli studenti che hanno deciso di manifestare in tutta Italia per protestare contro i ritardi e le mancanze che hanno caratterizzato l’inizio del nuovo anno scolastico dopo l’emergenza Covid-19. E A pochi giorni dalla riapertura sono già più di 400 le scuole colpite da almeno un caso di coronavirus e 75 quelle che sono state chiuse. Le Regioni con più istituti coinvolti sono Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Per esempio a Roma le scuole coinvolte sono 19, a Bologna 14, a Milano 13. Nel 76% dei casi i positivi sono studenti e nel 13% docenti.sono già 75 i casi di contagio che coinvolgono circa 400 istituti. La mobilitazione “Per una scuola migliore” è partita nella mattinata oggi 25 settembre, in diverse città tra le quali Catania (in piazza Università), Torino, Roma, Milano, Firenze e Genova. Mentre nel pomeriggio coinvolte Napoli, L’Aquila e Siracusa.

A Torino gli studenti hanno manifestato insieme agli insegnanti e ai ragazzi dei Fridays for future. Oltre alle bandiere dei sindacati di base, anche tanti vessilli No tav. Lo striscione che ha aperto il corteo recitava: «Questa non è scuola. La riapertura insicura è colpa del governo».

Nella Capitale il corteo si è diretto sotto la sede del ministero dell’Istruzione. Flavia Lepizzera, presidente della commissione diritto allo studio della Consulta di Roma, ha puntato il dito contro l’esecutivo: «Dopo mesi di didattica a distanza il governo non ha voluto predisporre un vero ritorno tra i banchi in sicurezza, esponendo migliaia di studenti e lavoratori della scuola a rischi considerevoli. Con le classi pollaio e i trasporti affollati è impossibile mantenere le distanze di sicurezza. Servivano assunzioni e investimenti. La mobilitazione di oggi è solo il primo passo di una stagione di lotta che vedrà uniti studenti e lavoratori nelle piazze».

A Milano i giovani si ritrovati a Largo Cairoli, dove hanno dato vita a un flash mob. Il testa al corteo, che poi si è spostato lungo via Dante verso il centro, uno striscione con scritto: «Vogliamo essere liberi di vivere scuole accessibili e sicure». La maggior parte dei manifestanti indossava mascherine di protezione e gli organizzatori hanno chiesto più volte ai ragazzi di rispettare il distanziamento sociale.