No al 25% in più di pubblico negli stadi anche se a Budapest…

No a ulteriori aperture al pubblico per gli eventi sportivi, a partire dagli stadi di calcio. E’ il parere ufficiale del Comitato Tecnico Scientifico, che si è riunito oggi per vagliare il documento predisposto dalla Conferenza delle Regioni, che ipotizzava la possibilità di aprire ai tifosi fino al 25% della capienza degli impianti.

La partecipazione del pubblico agli eventi delle diverse discipline sportive e delle diverse serie, scrive il Cts, rappresenta “la massima espressione di criticità per la trasmissione del virus – anche in considerazione del recente avvio dell’anno scolastico, il cui impatto sulla curva epidemica dovrà essere oggetto di analisi nel breve periodo”.

Per questo il Comitato “ritiene che, sulla base degli attuali indici epidemiologici ed in coerenza con quanto più volte raccomandato, non esistano – al momento – le condizioni per consentire negli eventi all’aperto e al chiuso, la partecipazione degli spettatori nelle modalità indicate dal documento predisposto dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome.

Resta, comunque, imprescindibile assicurare – per ogni evento autorizzato dalle norme attualmente in vigore – la prenotazione e la preassegnazione del posto a sedere con seduta fissa, il rigoroso rispetto delle misure di distanziamento fisico di almeno 1 metro, l’igienizzazione delle mani e l’uso delle mascherine”. Qualora l’evento non possa garantire le citate misure di prevenzione,

Un passo coraggioso, invece, è quello che ha la Uefa nel match di Supercoppa tra Bayern Monaco e Siviglia a Budapest. Ben 15.500 tifosi erano presenti sugli spalti della Puskas Arena, proprio il 25% dei circa 60mila che l’impianto potrebbe ospitare.

“I numeri indicati nel DPCM dovranno necessariamente essere ridotti dagli enti organizzatori e posti sotto la valutazione e la responsabilità delle autorità sanitarie competenti“. Il Cts infine, “pur comprendendo le aspettative di un ritorno graduale degli spettatori alla fruizione in presenza degli eventi sportivi, ritiene che la proposta operata dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome potrà essere riconsiderata sulla base dei risultati del monitoraggio di impatto delle riaperturedella scuola e della pubblica amministrazione”.

Una ‘novità’ in tempo di pandemia che è stata così presentata dal presidente Uefa Aleksander Ceferin: “Sebbene sia stato importante dimostrare che il calcio può andare avanti in tempi difficili, senza tifosi, il gioco ha perso qualcosa del suo carattere. Speriamo di utilizzare la Supercoppa di Budapest come partita pilota per iniziare a vedere il ritorno dei tifosi alle nostre partite”.

Lo sguardo degli appassionati quindi si poserà, oltre che sul campo, anche sulle tribune per capire se l’esperimento in questione possa essere esempio da seguire anche per l’Italia. Ma per capirlo bisognerà attendere i numeri di contagi e dei positivi che potrebbero uscire fuori in Ungheria da una serata di semi-normalità calcistica.

Per il momento, quindi, il mondo del calcio italiano si deve accontentare di quello che il Cts ha concesso ieri e che il ministro Spadafora ha comunicato personalmente al presidente Gravina, ossia l’accettazione della proposta del ministero dello Sport di ridurre i tamponi, “andando anche oltre la richiesta della Figc”: come già previsto per le competizioni internazionali, i giocatori dovranno obbligatoriamente sottoporsi al tampone solo nelle 48 ore precedenti le competizioni.